“I limiti del mercato. Da che parte oscilla il pendolo dell’economia?” Di Paul De Grauwe

I limiti del mercato. Di Paul De Grauwe

Recensione a: Paul De Grauwe, I limiti del mercato, da che parte oscilla il pendolo dell’economia? il Mulino, Bologna 2018, pp.192, 16 euro (scheda libro).


«La storia economica degli ultimi duecento anni è una storia fatta di movimenti ciclici. Movimenti che hanno accresciuto l’influenza dei mercati a spese dei governi e che poi hanno riportato il predominio dei governi a spese dei mercati».

Come aggrappata a un pendolo, l’umanità oscilla continuamente tra gli estremi di stato e mercato, ritenendo di volta in volta l’uno o l’altro più adatto per tutelare il proprio benessere. È questa l’immagine con cui nel suo nuovo libro I limiti del mercato, Paul De Grauwe, noto economista belga, interpreta gli sviluppi del capitalismo moderno.

Ma qual è il meccanismo che innesca un’inversione del pendolo dell’economia? La risposta a questa domanda costituisce il cuore dell’argomentazione del libro e ha a che fare con i limiti dello stato e del mercato. In estrema sintesi, lo stato, senza mercato, non è in grado di generare un livello sufficiente di prosperità materiale; il mercato, invece, senza le necessarie azioni correttive da parte dello stato, esclude dal grande benessere che è in grado di produrre un’ampia fetta della popolazione. In entrambi i casi il malcontento e la frustrazione si accumulano fino ad esplodere in un evento traumatico; a quel punto il pendolo dell’economia inverte la sua rotta e a procede verso l’estremo opposto. In queste oscillazioni del pendolo, dunque, i punti di svolta coincidono con momenti di grande sofferenza per un gran numero di individui. È per questo motivo che gli sforzi di politici ed economisti si devono concentrare sulla ricerca di quell’equilibrio magico tra stato e mercato che consentirebbe al pendolo, finalmente, di riposare.

Quello che è certo, infatti, secondo De Grauwe, è che l’eterno dibattito stato vs mercato è fuorviante e puramente ideologico: stato e mercato sono, in verità, due elementi coessenziali di un sistema economico che si proponga al contempo di generare prosperità e di fare in modo che sia condivisa. Due strumenti che devono lavorare insieme, ognuno ponendo un freno ai limiti dell’altro, per accrescere il benessere delle persone e consentirgli, in ultima analisi, di essere felici.

Quanto detto, chiarisce perché l’autore si mostra preoccupato per la situazione odierna. Oggi il mercato è ovunque. Ritroviamo i suoi principi e le sue dinamiche nel commercio globalizzato, nei trattati commerciali, negli statuti dei grandi organismi internazionali, nelle politiche europee, nei meccanismi di retribuzione dei professori e persino nelle mostre d’arte. Potremmo, dunque, non essere troppo lontani dallo scontrarci nuovamente, e ancor più duramente, con i suoi limiti. Da qui l’importanza del titolo. Il mercato ha dei limiti macroscopici che vanno compresi e affrontati al più presto se vogliamo evitare la catastrofe.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Il grande pendolo

Pagina 2: I limiti del capitalismo

Pagina 3: Chi può salvare il mercato dall’autodistruzione?


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Ha conseguito nel 2018 la laurea in Economia politica presso l'Università La Sapienza di Roma. I suoi interessi riguardano le disuguaglianze e le politiche in grado di fronteggiarle efficacemente.

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