L’influenza della Corte Suprema nella società americana
- 25 Ottobre 2018

L’influenza della Corte Suprema nella società americana

Scritto da Paolo Cappelletto

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Una Corte Suprema a maggioranza conservatrice

È difficile sottostimare l’importanza che la Corte Suprema riveste nel panorama statunitense. In questi decenni non è stata esente da criticità: è celebre il leitmotiv per cui sarebbero nove giudici non eletti a decidere questioni di importanza fondamentale per il paese. L’attivismo giudiziario, ossia il modo in cui i giudici abuserebbero del loro potere di interpretare le leggi dando un indirizzo ideologico all’attività della Corte, è una forte critica che si muove ai giudici[9].

Sotto accusa è soprattutto il già più volte citato “substantive due process”, teoria secondo la quale la Costituzione garantisce più diritti di quanti essa ne menzioni esplicitamente. L’esempio classico è il diritto alla privacy: la Costituzione non riconosce esplicitamente un diritto alla privacy, ma i giudici dal secondo Novecento hanno interpretato il 14esimo emendamento in modo tale da includere anche questo diritto. Un altro caso in cui si è applicata questa interpretazione estensiva della Costituzione è la sentenza Citizens United v. Fec del 2011, che ha sancito che le corporations hanno lo stesso statuto della persona legale e perciò i limiti posti ai contributi elettorali sono una violazione della libertà di parola. In sintesi, dal momento che multinazionali e aziende sono considerate persone legali e la donazione di denaro è vista come un’espressione di “free speech”, la Corte ha decretato l’incostituzionalità dei limiti ai finanziamenti privati ai partiti, in quanto violazione della libertà di espressione garantita dal Primo emendamento. Ciò ha consentito alle multinazionali di finanziare senza limiti i candidati alle varie cariche, esercitando dunque una grande influenza nella politica americana. Per tali ragioni, la teoria del “substantive due process” è stata molte volte sotto attacco, soprattutto da parte conservatrice: secondo i detrattori, essa sarebbe una invenzione senza base legale che ha consentito ai giudici di intervenire su materie non di loro competenza, decidendo su questioni dove dovrebbero decidere il Congresso o i parlamenti dei singoli stati.

Corte Suprema

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha una lunga storia e in questi secoli è stata considerata il garante della Costituzione. Ha segnato la storia del paese nel bene e nel male, stabilendo nel 1857 che le persone di colore potevano essere vendute come schiavi e mezzo secolo dopo che le leggi a tutela dei lavoratori erano incostituzionali. In seguito, essa ha stabilito la costituzionalità del New Deal di Roosevelt e nel 1954 ha posto fine alla segregazione tra bianchi e neri nel sud degli Stati Uniti. Negli ultimi anni, nemmeno la Corte Suprema è riuscita a sfuggire alla polarizzazione che sta interessando la politica americana, divisa tra progressisti e conservatori. Le settimane delle audizioni al Senato per la conferma del giudice Kavanaugh alla Corte Suprema sono state incandescenti, soprattutto dopo le accuse di stupro rivoltegli. Il paese si è diviso a metà tra coloro che credevano alle accuse della docente californiana e chi riteneva che, in mancanza di prove, Kavanaugh dovesse essere confermato. Dopo un’indagine ad hoc dell’FBI per dissipare ogni dubbio, Kavanaugh è stato confermato dal Senato con una maggioranza molto risicata.

Con la nomina del nuovo giudice, la Corte è ora caratterizzata da una maggioranza 5 a 4 di giudici conservatori, uno scenario che non si presentava da decenni. Ciò ha scatenato tra i liberal il timore diffuso che una tale maggioranza possa rovesciare la sentenza Roe v. Wade, riconsegnando la questione dell’aborto ai singoli stati che sarebbero liberi di decidere a riguardo. Tuttavia, molti sono convinti che il giudice più moderato dei cinque conservatori, nonché giudice capo, John Roberts sia restio ad andare in questa direzione. Già nel 2011, Roberts ha rivelato il suo carattere più moderato votando con i giudici progressisti per dichiarare la costituzionalità della riforma sanitaria di Obama, l’Obamacare. Nel caso di Roe v. Wade un principio di cui Roberts terrà probabilmente conto è lo “stare decisis”, ossia la teoria per cui la Corte non dovrebbe rimettere in discussione le proprie sentenze precedenti[10].

Ad ogni modo, il consolidamento di una maggioranza conservatrice è considerata una vittoria per il presidente Trump e per il Partito Repubblicano, che di fronte agli aggressivi attacchi dei Democratici al giudice Kavanaugh, si è compattato nel confermarlo al Senato. Come il neogiudice ha ricordato nel suo primo discorso dopo il giuramento, “la Corte Suprema è una istituzione della legge, non è una istituzione di parte o politica”[11]: sarà dunque interessante constatare se il suo carattere necessariamente super partes uscirà indenne dalla crescente faziosità della dialettica politica d’oltreoceano.

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[9] www.nytimes.com/2013/10/13/sunday-review/how-activist-is-the-supreme-court.html

[10] www.nbcnews.com/politics/supreme-court/why-roe-v-wade-likely-not-grave-danger-no-matter-n888836

[11] www.cnn.com/2018/10/10/politics/transcript-trump-brett-kavanaugh-swearing-in/index.html


Crediti immagine: da Matt H. Wade, [CC 3.0], attraverso wikimedia.com


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Scritto da
Paolo Cappelletto

Nato nel 1995, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Filosofiche presso l’Università degli Studi di Padova e ha partecipato a programmi di scambio con l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e la Boston University. Si interessa di politica americana.

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