“L’utopia sostenibile” di Enrico Giovannini

Enrico Giovannini

Recensione a: Enrico Giovannini, L’utopia sostenibile, Laterza, Roma-Bari 2018, pp. XII-160, 12 euro (scheda libro).


Il saggio di Enrico Giovannini, professore di Statistica economica, già direttore delle Statistiche dell’OCSE, presidente dell’Istat e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché fondatore dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), fornisce una chiara rappresentazione dello stato attuale della nostra società, sia a livello nazionale che globale, e tale società, così come fotografata dall’Autore attraverso una imponente mole di dati ed analisi statistiche, non risulta essere particolarmente “in salute”.

Il libro prende atto di una amara verità, ossia che il modello sociale attuale non può essere più sostenuto dal pianeta. «Abbiamo ormai un’evidenza scientifica consolidata dell’insostenibilità, sul piano non solo ambientale, ma anche su quello economico e sociale, del modello di sviluppo che abbiamo seguito nel corso degli ultimi due secoli» (p.3). L’Autore sostiene che diversi fenomeni naturali e sociali che si sono manifestati negli ultimi decenni costituiscono un segnale evidente dell’instabilità del sistema socio-economico attuale – si pensi al cambiamento climatico, alle migrazioni globali e alla grande crisi – e la combinazione di questi shock di natura economica, sociale e ambientale richiederà nel prossimo futuro un radicale cambiamento del modo in cui analizzare e affrontare i problemi globali.

Il primo capitolo del libro è una agevole ma comunque esaustiva ricostruzione dell’attuale modello di sviluppo in tutte le sue criticità. Grazie all’utilizzo dei dati di numerosi studi scientifici, l’Autore indica che entro il 2050, con i ritmi di crescita demografica attuali, il mondo andrà incontro a una grave crisi da sovrappopolamento (basti pensare che l’Africa avrà circa 2,5 miliardi di abitanti, con conseguente aumento dei fenomeni migratori) che comporterà la necessità di adeguare il sistema di ospitalità e la pianificazione urbanistica ed alimentare. Parallelamente, il mercato del lavoro sarà pesantemente influenzato dall’eccesso di offerta, legato all’inarrestabile sviluppo tecnologico, che verrà a crearsi.

I risultati di questi cambiamenti sono tuttora difficili da prevedere, ma a prescindere dalla forma che assumerà il mondo del lavoro, «già oggi sappiamo che la transizione sarà comunque difficile perché milioni di persone faticheranno ad adattarsi al nuovo mercato del lavoro, con conseguenti rischi di emarginazione e povertà» (p.13). Secondo l’Ocse il futuro del lavoro e della società sarà caratterizzato da forti disuguaglianze, poiché i Paesi sviluppati cercheranno di mantenersi competitivi rispetto ai Paesi in via di sviluppo, riducendo il costo del lavoro o i diritti dei lavoratori stessi[1], di conseguenza, le istituzioni dovranno farsi carico del compito di formare ed aggiornare i futuri lavoratori e sostenere il mercato attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali o anche, secondo alcuni, di forme di reddito minimo garantito.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: L’instabilità del sistema socio-economico attuale

Pagina 2: L’Agenda 2030 per un’economia sostenibile

Pagina 3: Italia 2030: Giovannini e le politiche del futuro


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Classe 1993. Laureato in giurisprudenza all'Università di Roma Tor Vergata e praticante avvocato nella stessa città, dove si occupa di diritto penale di impresa e tributario. Interessato di politica, economia ed istituzioni italiane ed europee.

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