“L’utopia sostenibile” di Enrico Giovannini

Enrico Giovannini

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Italia 2030: Giovannini e le politiche del futuro

Secondo i rapporti ASviS e le analisi del Ministero dell’Ambiente la situazione dell’Italia rispetto all’attuazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030 è estremamente negativa e insoddisfacente, anche in relazione a quella degli altri Paesi Ocse. L’Autore, dopo aver illustrato i numerosi deficit del Paese in materia di tutela dell’ambiente, lavoro, protezione sociale, sviluppo e educazione, propone alcune possibili soluzioni per permettere all’Italia di adeguarsi agli standard fissati dalle istituzioni internazionali.

Come già illustrato in un rapporto per la Commissione Europea del 2015 redatto dallo stesso Giovannini, sono essenzialmente tre gli elementi cruciali per consentire la transizione del sistema verso lo sviluppo sostenibile: «innovazione e tecnologie adeguate, una governance in grado di gestire efficacemente la complessità del sistema, un cambiamento profondo della mentalità e della cultura delle persone» (p.106). Per realizzare tali ambiziosi obiettivi, l’Autore sostiene la necessità innanzitutto di agire sul piano istituzionale e costituzionale, inserendo dei riferimenti allo sviluppo sostenibile tra i principi fondamentali della Carta (come già fatto in Francia, Svizzera e Norvegia) e operando una riforma legislativa che punti a rafforzare gli strumenti per assicurare una maggiore coerenza alle politiche di sviluppo sostenibile.

La legislatura che sta per iniziare dovrà, inoltre, farsi carico di attuare politiche volte a «prevenire, preparare, proteggere, promuovere e trasformare (4P+T) il Sistema Italia» (p.116). In questo scenario le soluzioni utili individuate dall’Autore, tra le altre, includono il consolidamento di misure di lotta alla povertà, attraverso la messa a regime del reddito d’inclusione; il perseguimento degli obiettivi già fissati nella Strategia energetica nazionale per il 2025; la trasformazione dell’economia verso un sistema “digitale e circolare” mediante riforme normative e fiscali; la promozione di investimenti sul capitale umano; il profondo rimodellamento del sistema fiscale, attraverso il passaggio da una imposizione basata sul lavoro ad una basata sull’uso della materia e del capitale naturale.

In una prospettiva simile l’invito di Giovannini si rivolge anche all’Europa, la quale dovrà rivestire un ruolo cruciale non solo per la promozione di tali politiche progressiste, ma anche nell’educazione dei cittadini e nella formazione delle opinioni pubbliche nazionali, adeguando, altresì, la propria governance ai nuovi paradigmi politici ed economici richiesti per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile.

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[1] Oecd, Policy Challenges for the Next 50 Years, Oecd, Paris 2014.

[2] L’Agenda si compone di 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals o SDGs) e 169 Target, o sotto-obiettivi concreti, i quali recepiscono quanto già stabilito nel c.d. Rapporto Brundtland del 1987.

[3] R. Costanza, J.C. Cumberland, H. E. Daly, R. Goodland, R. Noogard, An Introduction to Ecological Economics, St. Lucie Press, Boca Raton 1997.


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Classe 1993. Laureato in giurisprudenza all'Università di Roma Tor Vergata e praticante avvocato nella stessa città, dove si occupa di diritto penale di impresa e tributario. Interessato di politica, economia ed istituzioni italiane ed europee.

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