“La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista” di Guido Melis

Lo Stato fascista Guido Melis Pandora

Recensione a: Guido Melis, La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista, Il Mulino, Bologna 2018, pp. 624, euro 38 (scheda libro).


Nonostante lo Stato fascista sia stato analizzato da diverse prospettive, l’ultimo libro di Guido Melis, docente di Storia delle istituzioni politiche alla Sapienza di Roma, dedicato proprio alla macchina istituzionale del regime, è un libro importante che merita di essere letto. Anche perché muove da un interrogativo fondamentale, in grado di riposizionare l’intera questione: lo Stato fascista fu un inedito tentativo di totalizzare la molteplicità delle relazioni sociali, istituzionali e politiche dell’Italia o, piuttosto, per raggiungere il proprio scopo si servì dell’esperienza amministrativa liberale?

Interrogativo non ozioso, gravido di interessanti sviluppi ermeneutici che gettano potenzialmente la loro ombra anche sull’esperienza repubblicana. In La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista, Guido Melis, affronta la questione in sei densi capitoli, più una conclusione, dedicati rispettivamente al governo fascista (pp.7- 132), al partito (133-251), alle istituzioni (pp.253-398) e allo Stato e alla gestione dei diversi interessi corporativi (399-563).

Come si evince già dai titoli l’attenzione prevalente del saggio è rivolta alla costruzione istituzionale attraverso cui il regime ha cercato di mettere in piedi il proprio progetto politico che, secondo l’autore, è più complesso e articolato rispetto alla rappresentazione solitamente veicolata dalla storiografia. In tal senso lo Stato fascista si configura nei termini di una costruzione stratificata, frutto della sovrapposizione di materiali diversi e di istanze molteplici, che trovarono un punto di equilibrio parziale e meno monolitico rispetto a quello descritto dalla vulgata.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Lo Stato fascista nella vulgata

Pagina 2: Lo Stato fascista tra continuità e aspirazioni totalitarie

Pagina 3: Le ambiguità dello Stato fascista


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Siciliano, nato nel 1979. Ricercatore e docente di storia e filosofia nei licei. È Phd candidate in Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Università di Messina. È membro della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco), dell'Istituto di Studi Storici Salvemini di Messina, dell'Istituto di Studi avanzati in psicoanalisi (ISAP), dell'Associazione amici di "Passato e presente" (APEP). Scrive per riviste cartacee e giornali online e oltre a diversi articoli di storia, filosofia e psicoanalisi è autore di: "Senso e godimento. La follisofia di Jacques Lacan" [Galaad ed.]. Collabora con l'Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo e svolge attività di ricerca presso il Centro Studi in Psichiatra e Scienze umane della Provincia di Cuneo.

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