“Moneta e Impero” di Marcello de Cecco
- 10 Aprile 2017

“Moneta e Impero” di Marcello de Cecco

Scritto da Tommaso Brollo

6 minuti di lettura

Pagina 3 – Torna all’inizio

La fine di un sistema

Il sistema muore di un trapasso freddo tra il quattro e il sei agosto 1914, in una serie di riunioni a Whitehall. Presenti il Cancelliere dello Scacchiere Lloyd George, la «volpe gallese», John Maynard Keynes (a titolo personale, «per aiutare»), i rappresentanti delle banche commerciali, Sir Edward Holden e Lord St. Aldwyn, il governatore della Banca d’Inghilterra, Lord Walter Cunliffe, e, a titolo di deus ex machina, Lord Rotschild. Si riconosce come il sistema sia di fatto acefalo, come la Banca d’Inghilterra rappresenti gli interessi delle banche commerciali più che del pubblico inglese in generale, che le banche commerciali sono diventate estremamente potenti, complice la loro capacità di raccogliere depositi ed erogare crediti in tutto il paese. La convertibilità interna è di fatto sospesa assieme al Bank Charter Act del 1844, la sospensione della convertibilità estera e quindi il prestigio della piazza di Londra non ancora, sono stampati biglietti del Tesoro di una sterlina per l’ammontare del 20% delle passività. Le azioni delle joint-stock bank, potenti ma senza responsabilità, ultimativamente volte ad usurpare il ruolo della vecchia signora, hanno aggravato la crisi di borsa di metà luglio 1914 e reso manifesto il vulnus del sistema: la fine per pagamento simultaneo di tutti i conti. Si delibera la moratoria sulle cambiali, si rimanda a data da destinarsi il saldo delle posizioni debitorie, si inietta liquidità nel mercato. Non fu la pistola di Gavrilo Princip a metter fine al Gold Standard, ma le sue stesse contraddizioni interne, che la guerra contribuì semplicemente a mettere a nudo.


[1] De Cecco Marcello, Moneta e Impero, Donzelli, Roma 2016, p. 17.

[2] List Frederich, Sistema nazionale di economia politica, Isedi, Torino 1972.

[3] Come d’altronde fece la Gran Bretagna stessa nella sua storia secolare, a partire dalla normativa sui porti per conservare il vantaggio commerciale e tecnologico ed approfittare dei paesi sottosviluppati come emporio. Cfr. Costantini Massimo, «La regolazione dei dazi marittimi e l’esperienza del “portofranco” a Venezia tra il 1662 e il 1684», in Di Vittorio Antonio (a cura di), La finanza pubblica in età di crisi, Carocci, Roma 1991, pp. 77-88.

[4] De Cecco Marcello, Moneta e Impero, cit., p. 23. Smith sosteneva l’industria tessile e gli interessi dei produttori di grano, ancora i più efficienti d’Europa. Ai tempi di Ricardo invece la concorrenza granaria estera era diventata notevole, mentre l’industria manifatturiera aveva bisogno di salari più bassi (legati al grano).

[5] De Cecco Marcello, Moneta e Impero, cit., pp. 52-55.

[6] Una buona sintesi si trova in Ibid, pp. 75-79.

[7] «La legge del 1893 sanciva il prevalere dell’interesse inglese sugli interessi private anglo-indiani, un element che avrebbe avuto da allora carattere di costante nella storia monetaria indiana fino al 1914». Ibid, pp. 87-97.

[8] Ibid, in particolare il capitolo vi, alle pp. 127 e seg. Cfr. con Amato Massimo, Fantacci Luca, Fine della Finanza, Donzelli, Roma 2012, pp. 191 e seg.

[9] De Cecco Marcello, Moneta e Impero, cit., p. 165.


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui 

Scritto da
Tommaso Brollo

Nato nel 1993 a Tolmezzo (UD). Ha conseguito la laurea magistrale in Economia e Scienze Sociali all'Università Bocconi di Milano. Si interessa principalmente di storia economica e del pensiero economico, ma non disdegna di spaziare all'attualità.

Pandora Rivista esiste grazie a te. Sostienila

Se pensi che questo e altri articoli di Pandora Rivista affrontino argomenti interessanti e propongano approfondimenti di qualità, forse potresti pensare di sostenere il nostro progetto, che esiste grazie ai suoi lettori e ai giovani redattori che lo animano. Il modo più semplice è abbonarsi alla rivista cartacea e ai contenuti online Pandora+, ma puoi anche fare una donazione a supporto del progetto. Grazie!

Abbonati ora

Seguici

www.pandorarivista.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]