Neil Gorsuch alla Corte Suprema e la “nuclear option”
- 08 Aprile 2017

Neil Gorsuch alla Corte Suprema e la “nuclear option”

Scritto da Paolo Marzi

7 minuti di lettura

Pagina 3 – Torna all’inizio

La polarizzazione della politica americana

 

Gorsuch

 

Questa tendenza alla polarizzazione, il cui ultimo e più importante risultato è l’attuale inquilino della Casa Bianca, è un fenomeno oramai sistemico all’interno della politica americana: apparsa a partire degli anni Settanta, in cui una metà “moderata” della popolazione statunitense cercava di annacquare le istanze “radicali” dell’America liberal o conservatrice, questa tendenza è oggi è ampiamente radicata all’interno di una società sempre meno incline anche al compromesso tra le parti. Di conseguenza, la relativa moderazione dello spettro politico americano (in cui liberalismo e conservatorismo erano presenti in entrambi gli schieramenti) sta drammaticamente lasciando il passo ad uno scenario in cui il rappresentante dell’altro partito è passato da “avversario” a “nemico”, in cui le proposte bipartisan sono viste come un tradimento della causa, in cui al pragmatismo in nome di un bene più grande si è sostituita l’intransigenza di chi è “duro e puro” solo per il fatto di dire “no” a qualsiasi cosa, indipendentemente che venga dai nemici o dal proprio partito, esattamente come è successo per la recente riforma sanitaria.

La portata del fenomeno è trasversale, e non si riferisce solo alla recente ascesa dell’alt-right e ancora prima dei Repubblicani Tea Party a discapito dei moderati, ma inizia apertamente a manifestarsi anche all’interno del Partito Democratico, in cui l’ala progressive (es. Sanders) sembra attirare consensi sempre maggiori, specie in seguito ad una Presidenza liberal e alla “gara di impopolarità” fra Trump (repubblicano) e Clinton (democratica centrista) alle elezioni del Novembre scorso.

In questo senso, quindi, l’uso della nuclear option per far approvare la nomina di Gorsuch non dev’essere inteso come un gioco di ripicche tra i due grandi partiti sui giudici che sono o non sono stati approvati, né tantomeno sulla prova di forza dei repubblicani per dimostrare di essere più tosti e di poter “infrangere” qualunque tradizione pur di ottenere i propri risultati, come avvenne con il voto del Vicepresidente Mike Pence per sbloccare uno stallo al Senato (prima volta nella storia degli USA). Molto più semplicemente, Gorsuch è l’ultimo tassello in un processo di reciproca chiusura politica che va avanti oramai da oltre quarant’anni, e che negli ultimi tempi ha raggiunto nuove, spaventose vette di faziosità; una battaglia senza esclusione di colpi fra le due anime dell’America, quella liberal e quella conservatrice, per il controllo del Paese. Quali che siano gli esiti di questo scontro, è certo che “una casa divisa contro sé stessa non può reggersi in piedi”, come disse un Repubblicano liberale, oltre centocinquant’anni fa.


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui 

Scritto da
Paolo Marzi

Nato a Siena il 2 gennaio 1992. Laureato in Scienze Politiche all'Università di Siena. Attualmente frequenta il corso magistrale in European Studies presso l'Università degli studi di Siena. Appassionato di politica estera ed interna, letteratura e sport. Scrive sul blog multiautore Versus e altre riviste e pagine online.

Pandora Rivista esiste grazie a te. Sostienila

Se pensi che questo e altri articoli di Pandora Rivista affrontino argomenti interessanti e propongano approfondimenti di qualità, forse potresti pensare di sostenere il nostro progetto, che esiste grazie ai suoi lettori e ai giovani redattori che lo animano. Il modo più semplice è abbonarsi alla rivista cartacea e ai contenuti online Pandora+, ma puoi anche fare una donazione a supporto del progetto. Grazie!

Abbonati ora

Seguici

www.pandorarivista.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]