Olof Palme: vita e politica di un socialista

Olof Palme

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L’assassinio

Verso le 23:00 del 28 febbraio 1986, dopo essere uscito assieme alla moglie Lisbet da un cinema in via Sveavägen, nel centro di Stoccolma, Palme – che era solito muoversi senza scorta al di fuori degli orari di lavoro – viene sorpreso alle spalle da un uomo e freddato con diversi colpi di pistola. La moglie, ferita lievemente da un proiettile, cerca immediatamente di soccorrerlo con l’aiuto di alcuni passanti, ma le condizioni appaiono subito gravi. Palme muore dopo poche ore, lasciando la Svezia nello sgomento.

L’omicidio di Olof Palme è il più grave trauma collettivo vissuto della Svezia moderna. Un paese neutrale da due secoli, con uno scenario sociale decisamente meno conflittuale in confronto alla maggioranza degli stati europei del periodo, si trova a fare i conti con l’assassinio del proprio primo ministro e leader del partito di maggioranza. A tutto ciò si aggiunge la mancanza di un colpevole: l’assassino è difatti fuggito senza essere riconosciuto. La guida del governo passa a Ingvar Clarsson, compagno di partito di Palme e ministro dell’economia. Ai funerali del 15 marzo seguente partecipano i principali leader d’Europa e delegazioni da ogni parte del mondo.

L’assassinio di Olof Palme rimane – e rimarrà, con ogni probabilità – irrisolto. Le indagini si concentrarono su Christer Pettersson, un tossicodipendente già coinvolto in episodi di microcriminalità, arrivando alla condanna in primo grado anche grazie alla testimonianza di Lisbet, la moglie di Palme. Pettersson viene poi assolto in appello per l’inconsistenza delle prove a suo carico e risarcito per l’errore giudiziario[4]. Egli si dichiarerà poi colpevole una volta arrivata la prescrizione, ma la sua versione rimane poco credibile e può andare ad aggiungersi a quelle di centinaia di mitomani incolpatisi dell’omicidio. Andremo invece a considerare quella che è stata l’azione politica portata avanti da Olof Palme.

La politica

L’azione politica interna di Palme è indubbiamente legata al “modello svedese”, basato su massicci investimenti in welfare pubblico e piena occupazione. In questo senso Palme ha proceduto in continuità con il suo predecessore e “padre” politico Tage Erlander, che nel corso di oltre vent’anni di governo aveva indirizzato l’economia e la società svedese in una direzione tendenzialmente egualitaria e attenta alle tematiche sociali. L’elevata spesa pubblica in settori chiave quali la sanità e l’istruzione era per Socialdemokraterna una priorità. Il prezzo collettivo da pagare era una tassazione progressiva tra le più alte al mondo, il che rendeva Palme oggetto di aspre critiche da parte di coloro che percepivano un elevato reddito. Caratteristica tipica della politica di Palme, in linea con lo storico orientamento socialdemocratico svedese, è uno strettissimo rapporto con LO, il principale sindacato svedese. Nasce da qui il pioneristico esperimento dei fondi dei salariati e del Piano Meidner, il cui scopo era creare un sistema di cogestione delle imprese dove i lavoratori possedessero la maggioranza nei consigli di amministrazione delle aziende[5].

Olof Palme

L’aspetto innovatore della leadership politica di Palme è la grande attenzione alla politica estera, intesa non solo come difesa degli interessi svedesi ma anche come lotta per i diritti e l’uguaglianza a livello globale. Il “neutralismo attivo” della Svezia di Palme fonde elementi classici della politica estera svedese con l’idea di socialismo europeo ed internazionale voluta dai due governi del leader svedese. Pur cercando di rimanere al di fuori delle dinamiche della guerra fredda, evitando l’adesione sia alla NATO che al Patto di Varsavia, Palme non mancava di far sentire la propria voce in ambito internazionale, specialmente riguardo ai paesi del cosiddetto Terzo Mondo e alla necessità di un disarmo nucleare concordato. La ricerca di una “terza via” era per Palme necessaria al raggiungimento del socialismo. In tal senso, nonostante il dialogo e le visite diplomatiche intrattenute, la contrapposizione con l’URSS era netta. Una  delle critiche mosse dall’opposizione, tuttavia, era proprio la presunta volontà da parte di Palme di avvicinare la Svezia alla sfera di influenza sovietica. Palme riteneva la democrazia un elemento fondante del socialismo, pertanto rifiutava il sistema repressivo sovietico da lui stesso osservato nei suoi viaggi giovanili. Allo stesso tempo, egli contestava il modello americano, caratterizzato da enormi disuguaglianze economico-sociali sul piano interno ed eccessivamente interventista sul piano internazionale. Nel 1968 Palme criticò duramente l’azione degli USA in Vietnam. Pochi anni dopo fece lo stesso in riguardo al golpe cileno appoggiato dagli USA che aveva rovesciato il governo Allende, nonché gli interventi statunitensi in centroamerica[6]. Va notato, però, che Palme non può essere considerato antiamericano – ciò è riconosciuto anche dalle agenzie americane stesse [7]– e nemmeno anticapitalista. A tal proposito giova ricordare una sua celebre citazione: “Il capitalismo è una pecora che va tosata regolarmente ma non ammazzata”.

L’ambizione internazionale di Palme lo portava a interagire convintamente con le Nazioni Unite per il rispetto internazionale dei diritti umani, tant’è che non si sarebbe esclusa una sua  candidatura come segretario. Ricoprì – con scarsi risultati – il ruolo di mediatore internazionale nella guerra fra Iraq e Iran, nel 1980. La sua caratura politica gli garantiva inoltre un importante ruolo all’interno dell’Internazionale socialista, in anni in cui la socialdemocrazia europea viveva grandi sviluppi – erano infatti gli anni di Brandt, Kreisky e del rafforzamento dei socialisti nell’Europa meridionale. Un profilo internazionale completo, insomma, per il leader di un Paese con poco più di 8 milioni di abitanti in grado di avere un’ampia veduta del mondo.

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[5] Per un approfondimento: www.pandorarivista.it/articoli/riformabilita-o-irriformabilita-del-capitalismo-i-fondi-dei-salariati-in-svezia-paolo-borioni/

[6] www.nytimes.com/1986/03/01/obituaries/olof-palme-aristocrat-turned-socialist-dominated-the-politics-of-sweden

[7] Un rapporto rilasciato dalla CIA sulla politica estera di Olof Palme: www.cia.gov/library/readingroom/docs/CIA-RDP86T01017R000403540001-4.pdf


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Nato a Cesena nel 1994. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna, dove attualmente studia Sviluppo Locale e Globale. Si interessa politica europea e Nord Europa.

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