Oltre i voucher? Note su uno strumento inadeguato

Voucher

Lo strumento dei voucher fu introdotto della Legge Biagi nel 2003 con lo scopo di far emergere quei lavoretti domestici svolti in modo discontinuo da persone a rischio di esclusione sociale o inattive sul mercato del lavoro. I cittadini avevano l’opportunità di utilizzare tagliandi dal valore di 7,5 €, di cui una parte finanziava minime tutele lavorative, per retribuire rapporti lavorativi accessori di una durata inferiore ai trenta giorni ed una remunerazione minore di 3.000,00 €.

Lo strumento rimase inapplicato fino al 2008, anno in cui iniziarono gli interventi di liberalizzazione. Il governo Prodi concesse l’utilizzo alle aziende agricole, eliminò il vincolo temporale e allargò quello economico. Il valore del singolo tagliando crebbe fino a 10 €, di cui 7,5 € rappresentavano la retribuzione della prestazione, 1,30 € la contribuzione, 0,70 € la copertura degli infortuni sul lavoro e 0,50 € il costo di gestione del servizio da parte dell’ente concessionario, ovvero l’INPS. Tutti i governi successivi hanno apportato ulteriori modifiche che hanno lentamente causato l’esplosione dell’utilizzo dei voucher, avvenuta nel 2015.

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: Introduzione

Pagina 2: La situazione attuale dei voucher

Pagina 3: Il problema del lavoro nero


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Ha studiato Scienze Economiche all’Università di Pisa e all’Università di Graz e ha conseguito il dottorato in Economia Politica all'Università di Siena.

Comments are closed.