Perchè continuare a parlare di meridionalismo. Recensione al volume a cura di Sabino Cassese

meridionalismo

Recensione a: Sabino Cassese (a cura di), Lezioni sul meridionalismo. Nord e Sud nella storia d’Italia, Il Mulino, Bologna, 2016, pp. 384, 25 euro (Scheda libro).


Il volume Lezioni sul meridionalismo (il Mulino, 2016), racchiude le lezioni tenute da diversi studiosi dal settembre 2015 al febbraio 2016 presso il «Centro di ricerca per lo studio del pensiero meridionalistico “Guido Dorso”» in occasione del 90° anniversario della pubblicazione de «La Rivoluzione meridionale». I diversi saggi ripercorrono alcuni momenti della storia del meridionalismo dalla riflessione post-unitaria di Pasquale Villari e Giustino Fortunato all’istituzione della Cassa per il Mezzogiorno1, ricostruendo anche la storia della questione sarda (Melis) della quale, al di là delle differenze, vengono evidenziati i punti di contatto con l’orizzonte continentale e riservando spazio ad interventi programmatici sul presente e futuro del Mezzogiorno (Giannola e Galasso).

Tali contributi non possono che offrire numerosi stimoli alla riflessione storiografica così come al dibattito pubblico, dopo gli ultimi vent’anni durante i quali la questione meridionale sia stata spesso «negata e abiurata, fino ad arrivare a preconizzarne la definitiva scomparsa, a sostenere provocatoriamente perfino la necessità di abolire il Mezzogiorno»2. Lo stesso titolo del volume nel richiamare il termine «meridionalismo» indica una precisa scelta di campo in contrapposizione ad un orientamento storiografico revisionista che, nato negli anni ’80, è giunto fino a negare l’esistenza di una «questione», rivalutando le condizioni del Mezzogiorno preunitario, contestando la visione di un Sud sottosviluppato ed anzi sostenendo la possibilità di uno sviluppo endogeno: da qui la necessità di liberare il passato e presente del Mezzogiorno dell’ottica, ritenuta inappropriata e falsante, della «questione» e del meridionalismo. Prospettiva, questa, messa in discussione a partire dal saggio di Galasso, Il Mezzogiorno “da Questione” a “problema aperto” (2005), che ha risvegliato posizioni dialettiche attorno all’analisi storiografica ed economica del Mezzogiorno.

Le Lezioni, infatti, si inseriscono nella serie di contributi storiografici che, di fronte al collasso socio-economico del Mezzogiorno ed all’aggravarsi dei divari tra Nord e Sud dopo il 2008, hanno acceso un vivace dibattito scientifico attorno alla storia ed identità del Mezzogiorno degli ultimi due secoli3, anche in virtù nella necessità di rispondere ad iniziative editoriali in cui la «convergenza tra processo al Risorgimento, revisionismo meridionalista e ideologia neoborbonica» ha prodotto una «totale mistificazione della realtà storica»4. Uno degli argomenti dei saggi, infatti, in anni in cui è tornato in auge, complice la decadenza della cultura politica repubblicana, «lo scontro tra nordismo e sudismo, tra confusi secessionismi e improbabili neo-borbonismi e neo-clericalismi»5, sta nel riaffermare, attraverso un’accurata ricostruzione critica e filologica, la prospettiva nazionale entro la quale va collocata tanto la riflessione meridionalistica nella sua dimensione storica, quanto ogni prospettiva di superamento della Questione e quindi dei «dislivelli di statualità» dello Stato italiano. È l’introduzione di Cassese, infatti, a delineare la cornice entro il quale si inseriscono i profili dei meridionalisti lungo il filo conduttore rappresentato dal processo di state-building italiano. Le analisi che essi dedicano alla questione, infatti, acquistano un pieno orizzonte di senso proprio perché non isolate dalla più ampia riflessione politica-intellettuale sull’identità stessa dello stato unitario, sulla riforma dell’ordinamento istituzionale (modello napoleonico vs. regionalismo), sulla selezione delle classi dirigenti, sull’integrazione delle masse popolari, sulla costruzione di una democrazia liberale.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Lezioni sul meridionalismo

Pagina 2:  La prospettiva stato-centrica della riflessione meridionale

Pagina 3: Un meridionalismo mediterraneo ed europeo


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Studia storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore e all’Università di Pisa. Si occupa di storia del pensiero politico e del costituzionalismo europeo, con particolare attenzione al Mezzogiorno tra ‘700 e ‘800.

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