“Per un pugno di Bitcoin” di Massimo Amato e Luca Fantacci
- 13 Settembre 2017

“Per un pugno di Bitcoin” di Massimo Amato e Luca Fantacci

Scritto da Andrea Janicijevic

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Che cos’è Bitcoin?

I due autori impostano la loro riflessione iniziando col dare un’oggettiva definizione di cosa sia Bitcoin, di come sia nato, di come si sia sviluppato nel contesto attuale e quale sia il problema a cui la criptovaluta vuole dare una soluzione.

Bitcoin si pone come sfida al sistema dominante, sottraendo la funzione di gestione di un sistema di pagamento al settore bancario. Infatti il lancio della criptovaluta avviene dopo la crisi del 2008, in un momento in cui le banche appaiono detentrici di un “odioso” sistema oligopolistico, come spiegano i due autori. Bitcoin, però, si pone anche come alternativa al sistema monetario attuale, perché di fatto è una nuova moneta.

All’interno del primo capitolo viene approfondita la natura della criptovaluta focalizzando l’attenzione sul valore della stessa. Qual è il potere d’acquisto di Bitcoin? Non è stato determinato un sistema per definirlo e questa mancanza è già di per sé un indizio della sua volatilità rispetto alle valute ufficiali. Il fenomeno della volatilità viene poi confermato tramite un’analisi delle variazioni del valore di Bitcoin tra il 2009 e il 2015 a cui segue una riflessione sulla sua natura giuridica.

Le criticità che emergono spingono i due autori ad approfondire l’economia politica del Bitcoin. Il fatto che la sua quantità sia fissata implica che Bitcoin sia una moneta potenzialmente deflativa, paragonabile al gold standard. La riflessione prosegue con un ragionamento sulla distribuzione del Bitcoin date le sue caratteristiche e ne deriva una conclusione che guarda alla criptovaluta come a uno strumento più pericoloso che benefico. I due autori spiegano come Bitcoin sia una moneta rivoluzionaria, ma solo nel senso che estremizza un tratto già pericoloso, ovvero la moneta come riserva di valore.

Nella terza parte del libro, i due professori offrono una panoramica sulla motivazione che spinge gli utenti ad adottare monete virtuali in continua profilazione, non limitata ad un uso come mezzo di scambio ma definita da un incentivo speculativo. Un altro elemento di riflessione offerto dai due autori è la competizione che si genera tra le criptovalute stesse, che ad oggi risultano essere 866 secondo il sito coinmarketcap.com.

Il sistema blockchain offre la possibilità di gestire applicazioni non monetarie, ad esempio i diritti di proprietà, i contratti, gli scambi commerciali e comunicazioni di ogni genere. Gli autori propongono per ognuna una dettagliata esemplificazione che non impedisce l’insorgere di ulteriori dubbi sull’efficacia dello strumento Bitcoin.

Il quarto capitolo si propone, in questo senso, di analizzare l’ideologia di Bitcoin. Bitcoin si propone, infatti, di sconvolgere la dimensione fiduciaria alla base del sistema delle fiat money, aspirando ad un sistema che si basa sulla verifica crittografica. Gli autori mettono adeguatamente in luce le conseguenze della criptovaluta che mira alla creazione di un mercato come luogo di libertà individuale, sottratto dal controllo delle banche commerciali e centrali.

Questa sezione del libro è carica di riferimenti metaforici alla sfera religiosa e non mancano citazioni a proverbi che aiutano il lettore a comprendere e ad approfondire il carattere originario del rapporto tra gli uomini, le istituzioni ed il sistema attuale. Non mancano i richiami all’economista britannico John Maynard Keynes, un caposaldo nella riflessione di Amato e Fantacci, il quale viene citato spesso nel corso di tutta l’opera, ma che diviene protagonista nell’ultima parte del libro.

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Scritto da
Andrea Janicijevic

Nata a Thiene (VI) nel 1994. Vive da quattro anni a Milano, dove ha conseguito una laurea triennale in Economia e management per arte, cultura e comunicazione all'Università Bocconi. Frequenta l'ultimo anno della laurea magistrale in Economia e management dell'innovazione e della tecnologia presso la stessa università. Le aree di interesse riguardano storia del pensiero economico ed economia dell'innovazione.

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