Polonia verso l’autoritarismo? Sulla riforma giudiziaria del governo polacco
- 28 Luglio 2017

Polonia verso l’autoritarismo? Sulla riforma giudiziaria del governo polacco

Scritto da Pietro Dalmazzo

7 minuti di lettura

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La capacità di dire: Nie

Scongiurato il pericolo di ulteriori sanzioni dall’Unione e allontanato, almeno momentaneamente, il pericolo di una deriva autoritaria, Duda ha ratificato una sola delle tre norme proposte, come aveva annunciato[19].

Gli avvenimenti dei giorni scorsi confermano un quadro piuttosto contraddittorio della situazione polacca. Come evidenziato precedentemente, se l’economia cresce ad un ritmo più elevato della stessa media Ue, dal punto di vista politico negli ultimi due anni il paese ha imboccato una deriva autoritaria che conduce, pericolosamente, verso l’autocrazia.

Le azioni, che il governo sta tentando di veicolare, rappresentano un tentativo quasi unico, e pertanto molto interessante, di ottenere un potere pressoché assoluto utilizzando esclusivamente all’interno della legalità.

É ancora troppo presto per affermare che la riforma verrà definitivamente accantonata, la vicenda ha aumentato le tensioni tra l’Unione ed i 4 paesi di Visegrad fautori di un europeismo particolare, quasi nazionalista. Se un’uscita del paese dall’UE è solo uno scenario remoto, difficilmente immaginabile poiché entrambe le parti hanno più da perdere che da guadagnare da un’eventuale separazione, rimane un’incognita come si articoleranno i rapporti tra le due entità e con lo stesso gruppo di Visegrad.

Tutto ciò non sembra, per ora, aver intaccato la posizione geopolitica del paese centro-europeo che, animato da un forte sentimento russofobo, vede nell’UE e nella Nato dei partner chiave per contrastare l’attivismo russo nella regione.

Se i rapporti internazionali, che sembravano sul punto di deflagrare, sono rientrati nell’alveo della normalità occorre compiere una riflessione sulla società civile polacca e sull’atteggiamento assunto in quest’occasione, ma non solo, in chiave antigovernativa.

Come detto, è dall’autunno 2015 che il governo polacco ha intrapreso un percorso autoritario e restrittivo in materia di diritti, dovendosi costantemente scontrare con una società civile che, pur essendosi mostrata in certe occasioni molto conservatrice, davanti alle negazioni delle libertà perpetrate dal governo di Beata Szydło ed avvallate dal presidente Duda ha palesato una nuova maturità politica.

Mentre l’opposizione politica non è stata in grado di ottenere le forze parlamentari per opporsi alle azioni dell’esecutivo, la vera opposizione si è riunita a protestare nelle piazze ogniqualvolta venissero messe in discussione alcune libertà fondamentali.

Le restrizioni sulla libertà dei media[20], il tentativo di vietare l’aborto[21] e la riforma giudiziaria di questi giorni sono solo alcuni esempi di come il governo abbia dovuto fronteggiarsi, soprattutto con le piazze che, seppure difficili da tradurre politicamente, hanno loro peso.

In questi due anni, scarsi, di governo del PiS, il dibattito politico si è articolata su una dialettica piuttosto originale tra esecutivo e società civile capace di limitare, anche se solo parzialmente, un’azione governativa spesso inumana[22] ed illiberale, frenando l’allontanamento delle strutture democratiche che il partito di Kaczyński sembra voler veicolare.

La maturità della società civile polacca, che ha avuto il coraggio e la capacità di dire “no” a tutto ciò che ledeva la libertà, è confortante per gli scenari futuri del paese anche se rimane difficilmente decifrabile.

Una società capace di dire no in un contesto parlamentare di maggioranza assoluta si è rivelata fondamentale[23] per creare opposizione dove essa non era possibile. Sarebbe un azzardo affermare che tutta la legislatura sarà governata da questa dialettica, anche perché essa non è ne normata ne formalizzata, ma si può affermare che la società civile in piazza è stata capace di ritagliarsi un proprio spazio di influenza all’interno della vita politica polacca.

Per concludere, le proteste, le piazze riempite dalla società civile hanno lanciato un segnale importante sia verso le democrazie europee in un contesto, come quello del gruppo di Visegrad, sempre più lontano da un’idea democratica di Europa, sia all’interno della Polonia stessa dimostrandosi disposta a lottare per impedire l’affermarsi di uno stato autoritario che vanificherebbe tutto ciò che la Polonia ha ottenuto dalle proteste di Danzica nel 1980 ad oggi.

La società civile, dicendo no, ha riaffermato la propria importanza, costringendo il governo a dover fronteggiare un’opposizione che, pur impossibilitata ad incanalarsi nei parametri parlamentari, ha dimostrato di essere viva e disposta a lottare per i propri diritti.

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[1]Circa 250 Miliardi di Euro

[2]http://www.ilsole24ore.com/rapporto-paese/quadro-economico.shtml?refresh_ce

[3]http://www.eastjournal.net/archives/84358

[4]Partito precedentemente guidato da Donald Tusk

[5]Gemello del fondatore del partito, morto in un incidente aereo nell’aprile 2010

[6]http://www.limesonline.com/duda-presidente/77601

[7]http://www.politico.eu/article/5-takeways-polish-election-2015-law-justice-civic-voters-kaczynski-tusk-eu-pis-szydlo/

[8]In particolare destò scalpore l’irrigidimento delle norme sull’aborto e sugli anticoncezionali

[9]http://www.repubblica.it/esteri/2016/12/17/news/varsavia_scontri-154283479/

[10]Percorso intrapreso dall’autunno 2015; per esempio basti vedere quanto nel gennaio 2016 la procura generale venne riformata passando sotto il diretto controllo del ministero della giustizia

[11]http://www.politico.eu/article/hungary-viktor-orban-pledges-to-support-poland-against-eu-inquisition/

[12]http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/01/news/ue_apre_procedura_rischio_sanzioni-141076538/

[13]http://www.bbc.com/news/blogs-eu-35220316

[14]http://www.independent.co.uk/news/world/europe/poland-no-refugees-eu-legal-action-infringement-quotas-resettlement-beata-szydlo-commission

[15]http://www.telegraph.co.uk/news/2017/07/19/poland-threatened-unprecedented-loss-eu-voting-rights-court/

[16]https://ilmanifesto.it/corte-suprema-varsavia-sfida-ue-e-opposizione/

[17]https://www.theguardian.com/world/2017/jul/22/polish-senate-approves-bill-to-give-government-influence-over-courts

[18]https://www.economist.com/news/europe/

[19]Nello specifico, quello ratificato è un programma per il riordino delle corti d’appello e regionali

[20]http://www.eastjournal.net/archives/79376

[21]http://www.ilpost.it/2016/10/06/una-prima-vittoria-per-le-donne-polacche/

[22]Il solo fatto che venisse presa seriamente in discussione una legge per vietare totalmente l’aborto rende il pensare governativo irrispettoso dei fondamentali diritti umani

[23]Anche perché, va detto, è stata ascoltata


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Scritto da
Pietro Dalmazzo

Nato a Sanremo nel 1993. Studia scienze storiche presso l'Università di Bologna, dove si è laureato nel 2015 in storia con una tesi sui rapporti tra Italia e Kosovo negli anni '90. Ha preso parte al progetto Erasmus presso l'Università di Gand nell'anno accademico 2016/2017, precedentemente ha collaborato con East Journal ed è un grande appassionato di viaggi.

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