La Polonia tra liberalismo conservatore e conservatorismo nazionale

Polonia

Questo articolo nasce da un intervento tenuto dalla prof.ssa Carla Tonini, docente all’Università di Bologna, nell’ambito di un’iniziativa organizzata a Bologna da Pandora in collaborazione con The Bottom Up e East Journal dedicata alla Polonia e organizzata nell’ambito del ciclo “Profondo Est”.


Da oltre un decennio la scena politica della Polonia è dominata dalle due forze politiche, Piattaforma Civica (PO) e Diritto e Giustizia (PiS). Il PiS ha governato la Polonia dal 2005 al 2007, la PO dal 2007 al 2015, anno in cui Diritto e Giustizia ha vinto le elezioni e conquistato la maggioranza assoluta in parlamento.

Entrambi i partiti sono nati, nel 2001, dalla scissione dell’Alleanza Elettorale Solidarność (AWS), la rappresentanza politica del sindacato indipendente Solidarność, nato nel 1981 come forza di opposizione al regime comunista polacco. Al momento della loro formazione, sia Piattaforma Civica sia Diritto e Giustizia riunivano forze democratico cristiane, liberali e conservatrici; il loro programma era a favore della democrazia di tipo occidentale, dell’economia di mercato, del sostegno alle piccole e medie imprese, dell’integrazione europea. La PO sosteneva la necessità di privatizzare rapidamente le imprese statali, di attrarre capitale straniero e di far parte di un’Europa federale, mentre il PiS era contrario alla svendita di tutto il patrimonio statale e ad un’Europa in cui gli stati avrebbero rinunciato alla loro sovranità. L’enfasi principale di Diritto e Giustizia era sulla lotta alla corruzione e sull’epurazione totale dell’amministrazione statale dagli ex comunisti, mentre Piattaforma Civica era contraria a una “resa dei conti” con il passato.

L’impronta fondamentale ai due schieramenti è data dai rispettivi leader e fondatori: i fratelli Lech e Jaroslaw Kaczyński del PiS e Donald Tusk della PO. I Kaczyński, inseparabili sino alla morte di Lech avvenuta nel 2010 in un incidente aereo, appartengono alla prima generazione degli oppositori al regime e degli artefici della transizione dal comunismo alla democrazia, Tusk si è formato alla scuola dei giovani liberali riuniti intorno alla rivista di Danzica “Rassegna Politica”. I primi sono figli dell’intellighenzia cattolica di Varsavia, partecipe della resistenza al nazismo durante la seconda guerra mondiale, il secondo proviene da una famiglia di umili origini della regione pomerana di lingua tedesca. Tusk che, agli occhi di molti polacchi, rappresenta la laboriosità e l’imprenditorialità della Polonia occidentale, ha introdotto uno stile di fare politica, basato sull’uso di toni moderati e di un linguaggio che è l’esatto contrario di quello di Jaroslaw Kaczynski. Il presidente del PiS interviene raramente in pubblico e quando lo fa è solito alternare i toni conciliatori a quelli aggressivi, tende la mano agli avversari politici e subito dopo li addita alla folla come traditori e nemici della patria.

Con il passare degli anni, la necessità di stringere alleanze e di legittimarsi di fronte alla popolazione ha portato a scissioni ed espulsioni e a modifiche dell’ideologia originaria di entrambi i partiti. Nonostante le crescenti divergenze in campo economico e politico, su alcuni temi la PO e il PiS continuano ad avere posizioni simili: sono contrari alla legalizzazione dell’aborto, alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, sostengono misure repressive nei confronti della criminalità e sono a favore di un ruolo attivo della Chiesa cattolica nella società della Polonia. Negli anni ’90,  l’Unione delle Libertà – predecessore della PO – e l’Intesa di Centro (PC) – predecessore di Diritto e Giustizia – votarono a favore della legge sulla “lustrazione”, che prevedeva la possibilità di rendere pubblici i nomi dei collaboratori del passato regime e sostennero la campagna nazionalista dell’AWS che esaltava il “passato glorioso della Polonia”.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La Polonia tra liberalismo conservatore e conservatorismo nazionale

Pagina 2: I governi della Piattaforma Civica

Pagina 3: I governi di Diritto e Giustizia

Pagina 4: Conclusioni


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Docente di Storia dell'Europa orientale presso l'Università degli Studi di Bologna. Specialista di storia della Polonia su cui ha scritto e curato numerose pubblicazioni

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