La Polonia tra liberalismo conservatore e conservatorismo nazionale
- 20 Febbraio 2017

La Polonia tra liberalismo conservatore e conservatorismo nazionale

Scritto da Carla Tonini

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Conclusioni

Né le proteste dell’opposizione interna, né quelle degli organismi internazionali sembrano preoccupare il governo a guida PiS. In Polonia, Diritto e Giustizia non ha concorrenti: l’opposizione liberale è divisa in due partiti distinti, la Piattaforma Civica e Moderna, la sinistra è praticamente scomparsa dalla scena politica. I partiti liberali sono lacerati dai conflitti interni, mancano di una leadership autorevole e di un programma alternativo a quello del PiS, con cui peraltro hanno molti punti in comune. Dopo la nomina di Donald Tusk a presidente del Consiglio Europeo, nel 2014, sono emerse nuove rivalità all’interno della Piattaforma Civica tra i fedeli dell’ex premier, riuniti intorno a Ewa Kopacz sconfitta alle elezioni del 2015, e i suoi avversari, guidati dall’attuale presidente del partito Grzegorz Schetyna. Gli scandali che hanno coinvolto sia il leader di Moderna, Ryszard Petrus, sia quello del KOD, Krzystof  Łożinski, hanno incrinato la fiducia di molti cittadini nella possibilità di un’opposizione credibile al governo.

A differenza dei liberali, Diritto e Giustizia, è un partito unito e stretto intorno al proprio leader che, in certi ambienti gode di un vero culto. Lo stile di vita ascetico di Jarosław Kaczyński corrisponde alla cultura conservatrice di gran parte della società della Polonia, che non tollera comportamenti sconvenienti nelle élite al potere. Agli occhi di molti, Kaczyński è il rivoluzionario che rompe tutti gli schemi, anche istituzionali senza preoccuparsi delle conseguenze: se il suo partito non ha la forza in parlamento per cambiare la costituzione, ne infrange le regole, approva il bilancio dello stato senza la maggioranza necessaria, rifiuta l’ingresso nelle aule parlamentari ai giornalisti.

Diritto e Giustizia gode ancora di largo seguito in Polonia, grazie al suo programma che mette insieme aspetti molteplici e diversi tra loro. Tuttavia, come ha dimostrato l’esperienza di governo di Piattaforma Civica, il successo e l’insuccesso del PiS dipenderà dalla sua capacità a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, soprattutto a quella parte della società della Polonia che vuole più benessere e migliori servizi, senza pagare i costi di tutto ciò, in termini di tasse e di regole, soprattutto se imposte da organismi esterni come l’Unione Europea.

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Scritto da
Carla Tonini

Docente di Storia dell'Europa orientale presso l'Università degli Studi di Bologna. Specialista di storia della Polonia su cui ha scritto e curato numerose pubblicazioni

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