Porta e porto dell’impero: Trieste e l’Italia tra logistica e portualità

Trieste

Grazie alla sua peculiare posizione geografica, l’Italia è sempre stata, nei secoli, porta e porto d’Europa per le merci del Levante. Proiettata nel Mediterraneo, la penisola è un tassello fondamentale della rotta tra l’Asia e l’Europa, vieppiù a seguito della rinnovata centralità del nostro mare nei commerci internazionali: circa il 10% del traffico mondiale passa attraverso il Canale di Suez, specie a seguito del raddoppio del 2015[1]; inoltre, il Mediterraneo rimane uno dei maggiori vettori di trasporto delle merci tra il sistema produttivo italiano e i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (più la Turchia), con un interscambio via mare (l’80% del peso complessivo)  che ha raggiunto nel 2016 il valore di 40 miliardi di euro[2].

Diviene quindi imprescindibile, per un paese come il nostro, il fattore della logistica portuale o, più in generale, dell’elaborazione di una comprensiva strategia di portualità che miri a governare la circolazione via mare delle merci e i suoi cambiamenti. Il settore marittimo è cresciuto notevolmente e continuativamente negli ultimi anni, seguendo la ripresa del commercio mondiale a seguito della crisi, che ha portato il traffico marittimo dell’Unione Europea a toccare, nel 2015, i 3,77 miliardi di tonnellate movimentate, trend confermato dai primi dati disponibili sui due primi quarti del 2016[3].

In una prospettiva di medio periodo, inoltre, le dinamiche produttive peculiari della globalizzazione (quali, ad esempio, le delocalizzazioni e lo spezzettamento del ciclo produttivo) hanno indotto anche il trasporto marittimo ad adattarsi a questa nuova realtà: ad esempio, è stato necessario passare dal tradizionale approccio port-to-port, ovvero la semplice gestione del collegamento marittimo, ad una gestione door-to-door, caratterizzata da una profonda integrazione del ciclo intermodale – vale a dire attraverso l’utilizzo di quelli che vengono comunemente chiamati container – dal luogo di produzione al luogo di destinazione finale[4].

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Indice dell’articolo

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Tommaso Brollo è nel 1993 a Tolmezzo (UD). Ha conseguito la laurea magistrale in Economia e Scienze Sociali all'Università Bocconi di Milano. Si interessa principalmente di storia economica e del pensiero economico, ma non disdegna di spaziare all'attualità. Luca Picotti è nato nel 1997 a Udine. Studia giurisprudenza presso l'Università degli studi di Trieste. Si interessa perlopiù di politica italiana ed europea.

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