“La banalità della paura”. Lavoro, percezioni e insicurezze in Europa: Rapporto di Demos & Pi e Fondazione Unipolis

Unipolis

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La percezione della sicurezza in Italia

La prima rilevazione demoscopica, relativa all’Italia, si propone di ricostruire i trend di lungo periodo della sicurezza tra i cittadini ed è stata realizzata attraverso un sondaggio svolto, nel periodo 7-15 gennaio 2019, su un campione di 1.603 persone, rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 15 anni, per genere, età e zona geopolitica.

In Italia nel 2012 è stato raggiunto il massimo livello di insicurezza percepita, a seguito degli effetti nefasti della Grande crisi. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un lieve recupero e assorbimento delle paure scoppiate nel periodo della crisi, attraverso il processo di “normalizzazione” emotiva di cui sopra. Oggi, come mostra il rapporto, le ansie degli italiani sono così ripartite: l’insicurezza globale – che comprende questioni quali l’ambiente, l’alimentazione, le guerre e la globalizzazione – detiene anche nel 2018 il primato nella graduatoria, spaventando tre persone su quattro (75%); in particolare, l’inquinamento (64%, 9 punti in più rispetto al 2017) e la distruzione dell’ambiente e della natura (60%) – seppur in calo, tra le preoccupazioni degli italiani rimane anche il terrorismo (34%, 10 punti in meno rispetto al 2017), preceduto dalla sicurezza dell’alimentazione (44%) e dalla globalizzazione (36%). Al secondo posto nella graduatoria si posiziona l’insicurezza economica (62%), relativa soprattutto all’incertezza sul futuro personale: di non avere o perdere la pensione (37%) di non avere abbastanza soldi per vivere (36%) e di perdere il lavoro (34%). Infine, al terzo posto si posiziona l’insicurezza legata alla criminalità (38%).

Di particolare importanza è il dato relativo all’insicurezza economica analizzato tenendo conto delle fasce d’età. Dai dati raccolti si evince che l’insicurezza economica colpisce soprattutto le fasce di età intermedia (25-34 / 35-44 / 45-54 anni), il cui livello di preoccupazione si attesta intorno al 70% (contro il 62% della media). Il sentimento di preoccupazione colpisce più le donne che gli uomini e, se teniamo conto del profilo professionale, l’apprensione tocca maggiormente i soggetti più deboli come operai, casalinghe e disoccupati. Nel complesso, la questione economica è collocata da ben il 44% degli italiani tra le priorità nella lista dei problemi che il paese deve affrontare, seguita dall’inefficienza e corruzione politica (22%) e dall’immigrazione (11%).

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Classe 1997, di Udine. Studia giurisprudenza presso l'Università degli studi di Trieste. Su Pandora scrive soprattutto di teoria politica e trasformazioni socioeconomiche, con particolare attenzione alle anomalie del capitalismo contemporaneo, all’impatto delle tecnologie nel mondo del lavoro e nella società e ai problemi socioculturali della globalizzazione.

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