Rappresentanza: le condizioni antropologiche della politica

Rappresentanza Pandora

Il dibattito su populismo e rappresentanza oggi è ampiamente fuorviante.

La critica della rappresentanza da parte dei populisti, formulata in maniera confusa, quando assume contorni più definiti presenta l’aspetto di un rifiuto di legittimità espresso nei confronti non solo del rapporto fra elettore e deputato, ma più in generale delle forme della politica. Temi classici della riflessione politica sul tema della rappresentanza -come la questione del mandato libero o imperativo, delle forme istituzionali o dei meccanismi elettorali- pur comparendo rimangono dei dettagli che non esauriscono la totalità del problema.

Si manifesta piuttosto in queste modalità di protesta un confuso malessere, che in un qualche modo è più profondo e va oltre le varie istanze di cui i movimenti populisti si fanno portatori. Un sentimento immediato di protesta, di rifiuto, di indignazione si esprime in questi movimenti e solo dopo, o superficialmente, viene giustificato riconducendolo a cause apparenti o parziali (i politici corrotti, l’Unione Europea, gli immigrati ecc.).

Di fronte allora a questo genere di proteste, che spesso assumono un carattere marcatamente regressivo e che non si fanno portatrici di reali istanze di trasformazione del reale, limitarsi a ribadire la legittimità formale del sistema istituzionale esistente rischia di essere una risposta corretta ma insufficiente.

D’altra parte l’adesione mitigata, a dosi omeopatiche, a singole rivendicazioni e stilemi della protesta populista da parte della politica istituzionale può essere una risposta magari efficace sul breve periodo ma incapace di risolvere radicalmente il problema. Se infatti il populismo può diffondersi in maniera così pervasiva questo allude ad un’insufficienza profonda della politica istituzionale.

Se il populismo rappresenta un sintomo del disagio diffuso nei confronti delle forme istituzionali esistenti (forme istituzionali che vanno considerate in stretta relazione con un determinato sistema economico-sociale) e ne segnala, con la sua stessa esistenza, mancanze e insufficienze, tuttavia le ragioni a cui il populismo riconduce questo disagio costituiscono una spiegazione manifestamente insufficiente.

Costi della politica, corruzione, inefficienze rappresentano semmai la manifestazione superficiale e non la causa profonda della crisi della politica. D’altra parte, il riferimento al populismo consente ad una politica istituzionale non all’altezza del proprio compito di non affrontare il problema profondo della propria natura, contrapponendosi e criticando in maniera semplicistica un’alternativa manifestamente inaccettabile. Il populismo serve spessissimo come alibi e come sistema per ricompattare l’elettorato. Per dirla in altri termini: l’autocomprensione tanto del populismo quanto quella della politica istituzionale (che troppo spesso si aggrappa alla superficialità del politicamente corretto) sono fuorvianti e in fondo impolitiche. La politica è, appunto, il grande assente di questo dibattito.

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Indice dell’articolo

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Pagina 3: Lo scambio fra riflessione e politica


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Nato nel 1986. Direttore responsabile della rivista Pandora. Ha studiato Filosofia presso la Scuola Normale di Pisa. Scrive su diverse riviste cartacee e online.

One Comment on “Rappresentanza: le condizioni antropologiche della politica

  1. Ciao Giacomo, leggo con interesse questo Tuo articolo, che affianco ad altri che sto studiando ed esaminando proprio sul tema del populismo.