“Reddito di cittadinanza” di Stefano Toso

reddito di cittadinanza

Recensione a: Stefano Toso, Reddito di cittadinanza? O reddito minimo?, Il Mulino, Bologna 2016, 152 pp., 11 euro (Scheda libro).


Stefano Toso, professore di Scienza delle Finanze presso la Scuola di Economia, management e statistica dell’Università di Bologna, è autore di “Reddito di cittadinanza?” per la casa editrice il Mulino. Si tratta di un libro – uscito nella celebre collana “Farsi un’idea” – assai agile e divulgativo, di poco meno di 150 pagine, che si propone di introdurre il lettore ai termini del dibattito circa la natura e i problemi del reddito di cittadinanza. Il discorso viene comunque condotto dall’autore in maniera notevolmente approfondita, il che permette anche al neofita che si interessa della questione per la prima volta di ottenere un’adeguata conoscenza degli argomenti ad esso correlati. A dispetto del titolo, il libro guida abilmente nel piccolo cosmo di proposte, più o meno nuove, di sostegno al reddito e di riforma del welfare occidentale, muovendosi abilmente attraverso i contributi dei maggiori analisti del welfare state, da Richard Titmuss a Gøsta Esping-Andersen, da Anthony Atkinson a Milton Friedman, passando per l’Agathotopia di James Meade e i surfisti di Malibu di John Rawls, per citare solo alcuni dei pensatori che si sono occupati, in modi e per motivi assai diversi, del tema in questione.

Il libro inizia affrontando i motivi che stanno all’origine della crescente attenzione a questo dibattito e si sofferma a spiegare brevemente cosa sia il reddito di cittadinanza, corrisposto individualmente e in maniera non selettiva a tutta la cittadinanza (o a tutti i residenti), operando la necessaria distinzione con il reddito minimo, ovvero la garanzia di una soglia di introito minimo per tutti i cittadini in condizione di povertà o quasi povertà, per garantire la quale lo Stato opererebbe la necessaria redistribuzione di risorse. Quest’ultimo istituto è già presente in quasi tutti i sistemi di welfare: in Europa è assente soltanto in Italia e in Grecia. L’autore propone la dicotomia tra tali istituti “come chiave di lettura per esaminare i pro e i contro del reddito di cittadinanza” ma avvertendo al tempo stesso che essa “non va estremizzata” in quanto non sottende una reale inconciliabilità pratica o teorica. Nel dibattito fra universalismo e selettività si sovrappongono le numerose sfide per la formulazione di un nuovo welfare state: la semplicità ed efficacia dell’universalismo sono quel che rende interessante il reddito di cittadinanza, ma l’onere che esso porterebbe sulle casse dello stato spinge a cercare una formula di compromesso nel reddito minimo, il quale otterrebbe una simile redistribuzione verso i meno abbienti ma con un dispendio assai minore di risorse, risparmiando inoltre al cittadino le invasioni di privacy e situazioni degradanti à la I, Daniel Blake che troppo spesso caratterizzano certi sistemi selettivi di welfare

Viene poi tracciata una ricostruzione della genesi del reddito di cittadinanza in termini di storia del pensiero. Concetti complessi quali dividendo sociale, imposta negativa sul reddito e reddito di partecipazione, sono spiegati in maniera chiara ed esauriente e ciascuno di essi, nello stile generale del libro, soppesato in relazione ai suoi punti di forza e alle sue debolezze teoriche e pratiche. Il reddito di partecipazione fra tutti, è il concetto più interessante fra i suddetti, trattandosi di un reddito di cittadinanza da limitare a chi contribuisce alla società attraverso il suo lavoro, risolvendo il tema dei surfisti di Malibu. D’altro canto, la difficoltà nel definire il contributo in questione, ripropone nuovamente le criticità dei sistemi means testing ed è fra i motivi per i quali questa formula non ha raccolto un supporto paragonabile a quello del reddito di cittadinanza.

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Indice dell’articolo

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Pagina 2: Reddito di cittadinanza e reddito minimo


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Classe 1992, nato a L'Aquila, vive a Roma. Laureato in International Relations, dipartimento di Scienze Politiche LUISS, con 110 e lode.

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