“Reddito di cittadinanza” di Stefano Toso
- 01 Novembre 2016

“Reddito di cittadinanza” di Stefano Toso

Scritto da Pietro Moroni

4 minuti di lettura

Pagina 2 – Torna all’inizio

Reddito di cittadinanza e reddito minimo

Il terzo capitolo introduce le potenzialità derivate da una possibile sintesi tra reddito di cittadinanza e reddito minimo, alla ricerca di un nuovo “universalismo selettivo”, neologismo che “implica la coesistenza tra un principio universalistico, ossia l’irrilevanza di qualsiasi variabile categoriale ai fini del diritto all’accesso, e l’applicazione della prova dei mezzi per selezionare la platea dei beneficiari”. Fondamentali sono le numerose pagine dedicate dall’autore per illustrare principi e funzionamento del reddito minimo nel resto d’Europa e nel corso della storia, evidenziando successi e fallimenti, con particolare attenzione al rischio di “trappola della povertà” per tali istituti. Il discorso elaborato in merito, oltre ad essere chiaramente essenziale per sviluppare una proposta credibile di reddito minimo per l’Italia, è prezioso anche per il neofita che non si sia mai avvicinato prima d’ora al tema della comparazione degli istituti pubblici di welfare in Europa.

Un capitolo è inoltre dedicato alla situazione del nostro Paese, affrontando esperimenti, proposte e iniziative politiche, non trascurando nemmeno gli aspetti di più di stringente attualità, come la proposta del Movimento 5 Stelle e le altre due proposte alternative avanzate dai parlamentari del Partito Democratico e dall’allora Sinistra Ecologia e Libertà. In questo ambito il lettore acquisirà familiarità con gli esiti della Commissione Onofri sulla riforma del welfare state italiano e sulle politiche messe in atto dai governi successivi fino ad oggi. Particolarmente interessante l’esperienza del Reddito minimo di inserimento (Rmi), nel contrasto alla povertà e alla diseguaglianza, poi affossato dal ministro Maroni nel 2002, a causa del mancato conseguimento degli obiettivi di inserimento al lavoro prefissati, mancando tra l’altro di sottoporre il rapporto di valutazione sul Rmi al Parlamento come sarebbe stato invece dovuto per la legge. Grande attenzione è poi dedicata agli istituti di sostegno sociale e al reddito degli enti locali.

L’argomentazione del libro è accessibile ed efficace ed affronta con onestà intellettuale virtù e difetti sia del reddito di cittadinanza che delle varie alternative elaborate o in elaborazione. Da questo discorso emergono altresì la critica giustamente mossa ai modelli di workfare e al ricorso alla prova dei mezzi (means testing) nel welfare state attuale.

Conoscere le alternative intermedie fra reddito di cittadinanza e reddito minimo permette anche ai più scettici nei confronti del primo istituto, come chi scrive, di guardare con interesse a proposte ed esperimenti ispirati al principio di universalismo selettivo. Ciò che emerge dalla lettura di questo breve libro è anche l’arretratezza del nostro Paese per quanto riguarda il sostegno al reddito. Colmare il gap che ci separa dal resto d’Europa in quanto a politiche per la protezione sociale non può che essere una meta condivisa da coloro che hanno a cuore il tema dell’uguaglianza.


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Pietro Moroni

Classe 1992, nato a L'Aquila, vive a Roma. Laureato in International Relations, dipartimento di Scienze Politiche LUISS, con 110 e lode.

Pandora Rivista esiste grazie a te. Sostienila

Se pensi che questo e altri articoli di Pandora Rivista affrontino argomenti interessanti e propongano approfondimenti di qualità, forse potresti pensare di sostenere il nostro progetto, che esiste grazie ai suoi lettori e ai giovani redattori che lo animano. Il modo più semplice è abbonarsi alla rivista cartacea e ai contenuti online Pandora+, ma puoi anche fare una donazione a supporto del progetto. Grazie!

Abbonati ora

Seguici