“#republic. La democrazia nell’epoca dei social media” di Cass R. Sunstein

Sunstein “#republic. La democrazia nell'epoca dei social media” di Cass R. Sunstein

Recensione a: Cass R. Sunstein, #republic. La democrazia nell’epoca dei social media, il Mulino, Bologna 2017, pp.344, 22 euro (scheda libro).


Nel suo ultimo libro, #republic. La democrazia nell’epoca dei social media, l’economista comportamentale Cass R. Sunstein analizza il modo in cui la comunicazione via Internet e i social network influenzino i comportamenti elettorali e il modo di partecipare dei cittadini alla democrazia deliberativa. La prospettiva adottata dall’autore è quindi quella di studiare il comportamento umano nell’utilizzo della tecnologia e come questo possa essere modellizzato o quantomeno inquadrato in uno schema razionale.

La tesi di Sunstein è che Internet, e in particolare i social network, seguendo il principio della sovranità del consumatore, che per i social significa creare algoritmi che offrano all’utente contenuti il più in linea possibile con le sue idee e interessi, stiano creando delle echo chamber che sul lungo termine riducono la capacità delle persone di partecipare alla democrazia, che Sunstein intende in senso deliberativo: l’ordinamento istituzionale serve a gestire il dibattito pubblico e la sua trasformazione in decisioni politiche per il bene comune (pp. 60-67).

Il principio di sovranità del consumatore, invece, metterebbe in crisi questo tipo di democrazie: se il consumatore è sovrano e deve essere soddisfatto in ogni suo bisogno, anche artificiale (p. 200), allora anche il mercato dell’informazione deve provvedere a riportargli notizie e contenuti che rispecchino la sua visione del mondo. Così facendo, il sistema conduce ad una riduzione della capacità di ciascun cittadino di conoscere e confrontarsi con idee diverse dalle sue, comportando la perdita della capacità di dialogo fra i gruppi, che è invece un requisito fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia deliberativa.

Secondo Sunstein invece, uno dei fattori che contribuiscono ad un buon funzionamento della democrazia deliberativa è proprio la possibilità, per i cittadini, di partecipare continuamente al dibattito pubblico attingendo a diversi punti di vista con facilità e imparzialità. È necessario infatti che, anche casualmente (pp. 52-56), i cittadini accedano a punti di vista diversi dal loro per poter poi, quando chiamati a decidere, compiere scelte che siano ponderate e non dettate da una cieca appartenenza partigiana. Per questo motivo Sunstein fa riferimento all’importanza della presenza dei fori pubblici, cioè luoghi in cui i cittadini possono liberamente esprimere le proprie idee e allo stesso tempo incontrarne di diverse dalle proprie, allargando i propri orizzonti.

In particolare, Sunstein considera fori pubblici quelli previsti dal diritto costituzionale americano, che li ha sempre difesi come luoghi nei quali si concretizza la libertà di espressione dei cittadini: sono i parchi, le piazze, le strade, beni che non possono essere alienati dallo Stato proprio per la loro natura di spazi pubblici a disposizione dei cittadini per esercitare i loro diritti costituzionali, i quali non devono essere limitati da nessun privato.

A questi luoghi legalmente sanciti, Sunstein aggiunge gli aeroporti e Internet, in quanto entrambi si configurano come spazi fisici e virtuali nei quali molti possono esprimere i propri diversi punti di vista e raggiungere le folle che lì transitano (cfr. cap. 2) Un discorso simile è fatto per i mass media tradizionali, che l’autore chiama mediatori dell’interesse generale. Questi media, infatti, grazie alla loro natura generalista dettata dell’esigenza di parlare ad un pubblico molto vasto ed eterogeneo, presentano al pubblico informazioni con tagli e punti di vista diversi, esponendo dunque i cittadini a quell’eterogeneo panorama di informazioni e interpretazioni come avviene in uno spazio di dialogo aperto e pubblico (pp. 57-60).

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Dal News Feed al «Daily Me»

Pagina 2: La polarizzazione: echo chamber e filter bubble

Pagina 3: Sunstein su serendipity e libertà di parola


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Nato nel 1996, studia Storia all'Università di Torino, dove si sta laureando con una tesi in Storia medievale. Si interessa di storia e politica, con particolare riguardo alla crisi della democrazia contemporanea.

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