“#republic. La democrazia nell’epoca dei social media” di Cass R. Sunstein
- 25 Luglio 2018

“#republic. La democrazia nell’epoca dei social media” di Cass R. Sunstein

Scritto da Roberto Mussinatto

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La polarizzazione: echo chamber e filter bubble

A questo panorama di esperienze fortuite ma fondamentali per il buon funzionamento di una democrazia deliberativa, Sunstein oppone le echo chamber e il mondo dei social dominato dal principio della sovranità del consumatore. Le echo chamber si costruiscono esattamente eliminando la possibilità, anche remota, per il consumatore di incappare in informazioni che non combacino col suo punto di vista. Sono bolle a serendipity zero (cioè senza i benefici che può dare l’incontrare informazioni che sulle prime possono darci fastidio, ma che magari potrebbero condurci ad una riconsiderazione delle nostre posizioni), con l’aggravante di essere costruite da un algoritmo sempre più preciso che ripete le scelte della persona selezionando i contenuti che questa ha già selezionato e visualizzato almeno una volta.

Questo meccanismo di selezione è quello che produce il News feed di Facebook, che propone notizie tutte omogenee ai like e alle azioni del singolo, definendo quindi intorno a lui una filter bubble che cambia da individuo a individuo (pp. 11-16). Questo principio è anche quelle delle cosiddette nicchie di mercato, che viene esaltato come un nuovo traguardo reso possibile da Internet: «le compagnie possono arricchirsi – e di fatto si arricchiscono – in misura crescente offrendo ai mercati di nicchia un’ingente quantità di prodotti» (p. 189), ma la possibilità per ciascun consumatore di scegliere ciò che più lo aggrada può andare a detrimento della sua partecipazione come cittadino. L’appartenenza più o meno consapevole ad una nicchia, infatti, può portare a fruire sempre più di esperienze “su misura” e sempre meno di quelle «esperienze collettive» (p. 178) che invece sono necessarie alla vita democratica.

Se ognuno condivide con altre persone simili esperienze, allora avrà, nelle relazioni sociali, un comune background che favorirà la discussione e il confronto fra le idee. Le esperienze comuni, che Sunstein intende in maniera molto ampia, comprendendo fra esse anche la fruizione degli stessi programmi televisivi e degli stessi spazi virtuali, rendono dunque funzionante la democrazia deliberativa, mantenendo vivo il dibattito pubblico attraverso il continuo stimolo alla riflessione personale e allo scambio interpersonale attraverso l’esposizione di idee e posizioni diverse rispetto a quelle del singolo.

Il problema posto dalle nicchie è affrontato da Sunstein in particolare in due capitoli (cfr. capp. 3-4), in cui esplora gli effetti che le echo chamber hanno sulla percezione della realtà e sulle idee delle persone, facendo riferimento a esperimenti comportamentali condotti per studiare proprio come le filter bubble alterino la percezione personale della realtà. Il primo aspetto analizzato è quello degli scambi fra persone appartenenti a nicchie diverse: se già una discussione fra persone fuori dalle nicchie ma ideologicamente schierate nella maggior parte dei casi può condurre ad una maggiore polarizzazione, ancora di più questo sarà il risultato di una discussione fra persone appartenenti a nicchie diverse.

La discussione, strumento fondamentale della democrazia deliberativa, invece di creare confronto e sintesi crea polarizzazione e distanza fra i gruppi, che a lungo andare arrivano a non capirsi più, chiudendosi in una pressoché totale incomunicabilità. Per persone appartenenti alla stessa nicchia la questione è invece diversa: condividendo uno spazio comune, facendo quindi delle esperienze condivise, queste riusciranno a discutere in maniera più positiva, per quanto i dati continuino ad indicare che molto difficilmente le persone siano inclini a cambiare la loro idea.

Il dato più sorprendente che emerge, infatti, è proprio la generale scarsa inclinazione dei cittadini a mettere in discussione le proprie idee, trasformando ogni discussione in un confronto che non conduce alla sintesi, ma si risolve in un muro contro muro improduttivo. Spesso, l’esposizione ad una opinione diversa dalla propria, suffragata o no da dati inopinabili, rende le persone ancor più convinte delle proprie opinioni, invece di indurle ad una riconsiderazione di quest’ultime. Davanti a queste riflessioni la fiducia nella democrazia deliberativa di Sunstein potrebbe vacillare, ma egli risolve i dubbi ribadendo la necessità di salvaguardare e proteggere i fori pubblici, sia quelli fisici, sia quelli costituiti dai mediatori dell’interesse generale.

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Scritto da
Roberto Mussinatto

Nato nel 1996, studia Storia all'Università di Torino, dove si sta laureando con una tesi in Storia medievale. Si interessa di storia e politica, con particolare riguardo alla crisi della democrazia contemporanea.

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