The Long View: scenari OECD di lungo periodo

OECD

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Prospettive per i paesi OECD

La competizione dei BRIICS, sebbene non sembri minacciare la supremazia dell’OECD nemmeno nel lungo termine, mette tuttavia alla prova i sistemi economici occidentali che saranno inoltre provati da un contesto demografico penalizzante. In particolare la demografia è stata un supporto per la crescita dei paesi OECD nel passato decennio, contribuendo per circa il +0,75% alla crescita tendenziale; al contrario questa sarà neutra o addirittura negativa nel futuro che ci aspetta, arrivando a penalizzare la crescita tendenziale del 0,25% nel corso del decennio del 2030. La crescita demografica calante renderà inoltre più complesso rendere sostenibili i bilanci di spesa pubblica. A causa dell’invecchiamento della popolazione, l’OECD prevede aumenti di spesa sanitaria e pensionistica che renderanno necessario aumentare le entrate dello Stato, nello studio dell’OECD aumentando le tasse mediamente del 6.5%.

La risposta dell’OECD per rimanere competitivi nello scenario economico mondiale futuro e per affrontare con successo le sfide di una demografia in calo è di concentrarsi sulle riforme strutturali. Lo studio fa riferimento ad alcuni fattori che potrebbero sensibilmente contribuire allo sviluppo economico di lungo periodo. L’ipotesi alla base delle stime è di adottare per tutti i paesi OECD un livello di “fattore” di volta in volta considerato (vuoi di liberalizzazione, di innovazione, di investimenti pubblici etc.) pari a quello dei 5 migliori paesi. Per quanto sia chiaramente utopistico che tutti i paesi si allineino ai migliori su ogni campo, lo studio fornisce alcuni spunti in linea con le tradizionali raccomandazioni fornite dall’organizzazione:

  • Liberalizzazioni sul mercato dei prodotti: comprendono la lotta contro i monopoli e misure per rendere più contendibili le posizioni dominanti. Possono contribuire al PIL 2060 dei paesi OECD fino al +9%
  • Riforme sul mercato del lavoro: includono spesa pubblica per riqualificazione dei disoccupati, riduzione di un supposto “eccesso di sindacalizzazione”, spesa pubblica a favore delle famiglie, permessi di maternità, riduzione del cuneo fiscale. Tali riforme possono contribuire al PIL 2060 dei paesi OECD fino al +10%
  • Allineamento dell’età pensionabile ai 2/3 dell’aumento della speranza di vita. Può contribuire al PIL 2060 dei paesi OECD fino al +2,5%
  • Innovazione come quota di PIL spesa in ricerca e sviluppo. Può contribuire al PIL 2060 dei paesi OECD fino al +6%
  • Spesa pubblica in investimenti infrastrutturali. Può contribuire al PIL 2060 dei paesi OECD fino al +4%

Il contributo sul PIL di questi fattori può aiutare a sostenere gli aggravi a carico del bilancio pubblico dovuti all’invecchiamento della popolazione e ad un possibile aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico. L’OECD dedica un intero capitolo dello studio alla sostenibilità dei bilanci statali mettendo in luce come in futuro questi saranno sottoposti alla normalizzazione delle politiche monetarie delle banche centrali, la cui policy attualmente molto espansiva non potrà durare per sempre. Il conseguente innalzamento dei tassi di interesse e le previste maggiori spese per l’invecchiamento della popolazione rendono necessario avere una strategia chiara che permetta di gestire e sostenere le maggiori spese future. L’OECD sottolinea quindi l’importanza delle politiche di cui sopra, capaci di generare crescita economica e quindi un incremento delle entrate fiscali dovuto all’aumento della base imponibile, anche alla luce del necessario futuro consolidamento fiscale.

Conclusioni

Lo scenario ipotizzato dall’OECD è quello di un mondo solo in parte multipolare. Le aree più povere, come l’Africa e alcune parti di Asia e America del Sud, non riusciranno a colmare il divario con quelle più sviluppate. I così detti BRIICS, ossia i paesi emergenti che stanno avendo più successo nel percorso di sviluppo economico, arriveranno a produrre più di metà del PIL mondiale ma non riusciranno a superare il benessere dei paesi OECD. Cina ed India si fermeranno rispettivamente al di sotto del 60% e del 40% del reddito reale medio pro capite USA.

Le principali sfide dei paesi OECD saranno la demografia calante e la sostenibilità dei bilanci pubblici. Il modo migliore per affrontare queste sfide, secondo lo studio, sarà “compensare” questi fardelli con una maggiore crescita economica stimolata da riforme: liberalizzazioni, interventi sul mercato del lavoro, innalzamento dell’età pensionabile, innovazione e spesa pubblica in investimenti. Da sempre l’OECD, e altri centri studi di consimili organizzazioni, asseriscono gli effetti benefici di lungo periodo delle cosiddette riforme strutturali che ancora una volta costituirebbero un fattore chiave per raggiungere uno sviluppo sostenibile.

In conclusione non si può non considerare che quello dell’OECD sia solo uno dei possibili punti di vista. In quanto tale, esso va preso in seria considerazione e tenuto come punto di riferimento e di confronto. Un’ottica parzialmente critica è tuttavia necessaria per una duplice ragione. Da un lato il centro studi espressione dell’organizzazione che riunisce i principali paesi sviluppati non può non ritenere la via economica scelta da questi come quella corretta nel lungo periodo. In secondo luogo appare chiaramente come la prospettiva dell’analisi sia ispirata al punto di vista della teoria economica mainstream. A questo proposito non si può non ricordare come analisi e previsioni di questo tipo si siano talvolta rivelate in passato parziali o erronee nel descrivere e nell’anticipare i fenomeni. Lo studio resta comunque uno strumento utile per riflettere sulle tendenze di lungo periodo delle nostre economie.

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Nato nel 1991, ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico Augusto Righi di Bologna, quindi la laurea triennale in Economia e Finanza e la magistrale in Finanza Intermediari e Mercati presso l’Università di Bologna. Durante il periodo universitario ha fatto parte del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista elettronica Il Chiasmo e ho svolto stage presso l’azienda bolognese Prometeia e in Banca di Bologna.

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