“Sdoppiamento. Una prospettiva nuova per l’Europa” di Sergio Fabbrini

Fabbrini

Recensione a: Sergio Fabbrini, Sdoppiamento. Una prospettiva nuova per l’Europa, Laterza, Roma – Bari 2017, pp. 210, 18 euro (scheda libro).


Il panorama europeo contemporaneo continua a presentare una spirale di più crisi a carattere asimmetrico, che hanno acuito le divisioni fra Stati, messo in dubbio il ruolo globale dell’UE e reso meno benevolo il sostegno di cui essa gode (quando ne gode).

Dopo il 2016, caratterizzato in primo luogo dal referendum britannico che ha sancito la Brexit e dall’elezione di Trump, i segnali delle elezioni olandesi e francesi del 2017 sono stati largamente interpretati come una battuta d’arresto delle forze populiste e un rilancio di quelle europeiste. Le prime azioni del presidente Macron hanno però già svelato come simili valutazioni fossero semplicistiche, riproponendo intatto il problema della traiettoria dell’integrazione europea.

Una questione affrontata da Sdoppiamento, un breve ma densissimo saggio divulgativo, che propone di rispondere a circostanze di una gravità senza precedenti con una metamorfosi istituzionale. La costruzione europea andrebbe scissa, configurando un’Europa non già “a più velocità” ma “a più finalità”: un’unione politica federale, inserita in un mercato unico di ampiezza virtualmente paneuropea.

La diagnosi di Fabbrini inizia accostando il nuovo nazionalismo americano alla successione di crisi interne nei campi della politica economica, dell’immigrazione e della sicurezza (in cui l’autore ricomprende sia gli attentati terroristici in patria sia gli interventi nella regione MENA). Le crisi non avrebbero riguardato il mercato unico quanto quelle “politiche strategiche” di cui, pur comunitarizzandole, gli Stati membri hanno mantenuto un controllo più diretto.

Poiché “le crisi […] tendono a contrapporre gli interessi nazionali in quanto le loro soluzioni hanno inevitabili implicazioni distributive”, in un contesto di intensificata sfiducia il modello di deliberazione intergovernativo le ha aggravate, generando alternativamente muddling through, stallo decisionale o soluzioni centralizzatrici promosse da un direttorio a trazione tedesca.

Mentre queste hanno confuso l’attribuzione delle responsabilità al livello europeo o a quello nazionale, opposizione alla nuova governance e richieste di ri-nazionalizzazione della politica si sono saldate all’anti-europeismo in una miscela esplosiva.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: “Sdoppiamento. Una prospettiva nuova per l’Europa” di Sergio Fabbrini

Pagina 2: Le crisi e la trasformazione intergovernativa dell’UE

Pagina 3: Lo “sdoppiamento” come soluzione a prospettive nazionali inconciliabili

pagina 4: Valutazioni critiche


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Classe 1991, di Bologna. Dottorando di ricerca in Political Science, European Politics and International Relations presso il CIRCaP all'Università di Siena e l'Istituto DIRPOLIS della Scuola Superiore Sant'Anna. Laureato in Studi Internazionali a Bologna e in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì, ha studiato presso il Collegio Superiore di Bologna e trascorso periodi di studio presso l'ENS di Parigi e la UAB di Barcellona. I suoi studi si sono concentrati sul processo di integrazione europea, sulla politica britannica, sull'euroscetticismo e sulla teoria costruttivista.

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