“Sette ragioni per amare la filosofia” di Giuseppe Cambiano
- 14 Maggio 2019

“Sette ragioni per amare la filosofia” di Giuseppe Cambiano

Scritto da Giulio Pignatti

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Cambiano e la filosofia nella sfera pubblica

In linea con una netta critica al vuoto specialismo e al settorialismo, ciò che è poi interessante della posizione di Cambiano è la consapevolezza che il lavoro dei filosofi eccede la dimensione esclusivamente privata, collocandosi così di diritto nella sfera pubblica. La filosofia, in quanto capacità di argomentare e costruire ragionamenti corretti, ha infatti un’importante funzione anche etico-politica. L’autore mette così in luce come molti dei comportamenti socialmente più dannosi sono il risultato di considerazioni fallaci; in tal senso la filosofia è una potente arma di demistificazione. Un altro possibile errore nel movimento che dal particolare conduce al generale – e che scuola e filosofia devono contribuire a perfezionare –, ad esempio, è quello che potremmo chiamare “universalizzazione indebita”, per il quale «partendo dalla constatazione che un nero dell’Africa ha commesso un certo delitto e poi un altro un altro delitto e così via, si conclude che quindi tutti i neri dell’Africa commettono delitti. Una semplice parola “tutti”, inserita in un ragionamento scorretto, può portare a esiti di questo genere, che trovano sconferma nel fatto che esistono neri africani immuni da delitti e capaci anzi di gesti altruistici, come esistono bianchi autori di delitti atroci» (p. 86). La filosofia – ci insegna Cambiano – non è immune dalla stupidità, ma di sicuro, invitando a valutare i ragionamenti a costruirne di corretti, può contribuire a ridurre le «aree di stupidità»; e a questo titolo ha diritto a pronunciarsi sui rischi che internet rappresenta per la comunicazione e l’informazione oppure sulla concezione contraddittoria di libertà che sta alla base delle posizioni cosiddette “no-vax”.

Insomma, si può dire che la virtù prima del pensiero filosofico sia la mediazione dell’individuale, del particolare. L’immediatezza da cui prende le mosse – emancipandosene – il lavoro concettuale non è solamente la totale fusione con l’educazione familiare da cui muove l’adolescente o il flusso continuo di informazioni tra cui l’internauta accorto cerca di discernere, ma è anche la particolarità del proprio punto di vista e l’ottusità del rimanere fermi sulle proprie posizioni. La peggiore forma di ignoranza, scrive Cambiano, è quella di chi, pur non sapendo, pretende in maniera arrogante e dogmatica di sapere; atteggiamento che può portare fino al fanatismo di chi, bisognoso di sicurezze e timoroso del cambiamento, si mantiene saldo su posizioni irrazionali. È forte la consapevolezza di come «arrivare a riconoscere la possibilità che il proprio modo di pensare non è l’unico, né l’unico sempre infallibilmente giusto, può contribuire a preservare da questi tragici risultati e la filosofia può essere una via per sfuggirvi» (p. 111). Ed effettivamente – questo è il tema soprattutto degli ultimi tre capitoli, cioè delle ultime tre «ragioni per amare la filosofia» – la filosofia ci pone fin da subito in contatto con un’alterità: l’alterità del testo scritto, dapprima, ma poi anche l’alterità del contesto storico e delle credenze del filosofo che stiamo studiando, e infine il contesto culturale e la lingua di altri popoli e di «altri mondi». La mediazione della filosofia è dunque anche superamento dei presupposti storici e culturali che ci attraversano e che ci condizionano, e che troppo spesso rischiamo di considerare automaticamente come “naturali” – e con quali danni.

Insomma, Giuseppe Cambiano affronta una sfida difficile – e tanto più in quanto già battuta da innumerevoli tentativi –, cioè quella di cercare di avvicinare giovani e non esperti alla filosofia, e lo fa in una maniera di sicuro originale e, come abbiamo cercato di mostrare, a nostro avviso efficace. Ma forse questo libro può costituire, a saper leggere tra le righe un “Sette ragioni per cambiare la filosofia”, anche un importante monito per chi nella filosofia già si muove; una filosofia, quella odierna, che troppo spesso, attanagliata da un modello di conoscenza e di scientificità alieno, rischia di dimenticare la propria valenza viva, scissa tra la speculazione astratta e, all’opposto, il solo studio minuzioso, filologico e settoriale. Sette ragioni per amare la filosofia ci fornisce gli strumenti per rivendicare una filosofia concreta, che si sappia contaminare con la realtà, che ambisca a dialogare con gli altri saperi, che prenda in mano la propria forza etico-politica.

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Scritto da
Giulio Pignatti

Nato a Verona, studia Filosofia all'Università di Padova e, attualmente, a Parigi. Si interessa anche di attualità e il suo sogno è quello di far congiungere le due passioni. Appena può, viaggia.

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