“La sharing economy” di Mario A. Maggioni
- 14 Febbraio 2018

“La sharing economy” di Mario A. Maggioni

Scritto da Luca Picotti

7 minuti di lettura

Pagina 2 – Torna all’inizio

Caratteristiche di un fenomeno in costante crescita

Maggioni dedica un capitolo ai soggetti leader della sharing economy, per quanto concerne i servizi di ospitalità, mobilità e trasporto, prestazione di lavoro, ristorazione e finanziari. Riportiamo, sinteticamente, alcuni esempi riguardanti quattro diverse esperienze di sharing economy:

Airbnb nasce nel 2007, quando Brian Chesky, l’attuale Ceo della società, era un giovane designer che aveva difficoltà a pagare l’affitto dell’appartamento che condivideva a San Francisco con il suo amico Joe Gebbia. In città si sarebbe svolta l’annuale riunione dell’Associazione dei designer industriali e tutti gli hotel erano al completo. Allora Brian e Joe decisero di acquistare tre materassi gonfiabili e diffondere l’iniziativa con il nome Air bed and breakfast. Da quell’iniziativa nacque Airbnb, leader mondiale nel settore dell’ospitalità (a pagamento) tra i privati, diffuso in oltre 190 paesi e con più di 150 milioni di ospiti dalla sua fondazione. Il sistema di business, scrive Maggioni, si basa sulle commissioni – 3% dal proprietario e tra il 6-12% dall’ospite- e attualmente Airbnb è valutata circa 30 miliardi di dollari.

Taskrabbit «si definisce come un marketplace on line (basato sulla telefonia mobile) che accoppia l’offerta di lavoro freelance con la domanda locale, permettendo ai consumatori di trovare un aiuto immediato per le incombenze domestiche» (p.32). Maggioni spiega in modo chiaro la ratio di questa piattaforma: accoppiare le richieste da parte di posters (coloro che hanno reddito elevato ma non tempo a disposizione per piccoli lavori domestici) con le capacità di taskers (hanno tempo e competenze e sono alla ricerca di reddito aggiuntivo). L’impresa trattiene il 15% su ogni pagamento che transita sulla piattaforma.

Gnammo è una piattaforma italiana di social eating nata nel 2012. Il sito offre la possibilità al cook (chi organizza il pasto) di incontrare lo gnammer (chi partecipa all’evento) e viceversa. Il pagamento avviene tramite Paypal e Gnammo trattiene il 10% della transazione.

Kickstarter, fondata nel 2009 da Perry Chen, è una delle maggiori piattaforme online per il finanziamento collettivo di progetti creativi. Gli artisti possono presentare nella piattaforma online un progetto indicando un ammontare di finanziamento per la sua realizzazione e una data entro cui raggiungere tale obiettivo. Kickstarter preleva una commissione del 5% sul totale del finanziamento raccolto. In caso di fallimento (non viene raggiunto l’ammontare indicato) gli utenti tornano in possesso del loro denaro. In caso di successo avranno invece dei premi (biglietto gratis etc.).

Il fenomeno della sharing economy è in costante sviluppo e sembra essere destinato ad incidere sempre di più nell’economia e nel mondo del lavoro. Come riporta Maggioni, una ricerca Pwc del 2016 ha segnalato che il valore delle transazioni legate alla sharing economy è cresciuto del 56% tra il 2013 e il 2014 e del 77% nel biennio successivo. Il fenomeno, essendo legato alle tecnologie informatiche, risulta popolare principalmente tra i giovani (18-35), che costituiscono il 48% degli utilizzatori.[1] In America tra gli utenti di Internet più del 50% ha acquistato almeno una volta un bene usato su una piattaforma elettronica di sharing economy. Considerato che il trend, come abbiamo visto, pare sia crescente, è doveroso domandarsi quali siano i limiti e le prospettive di questo modello, chi guadagna e chi perde.

Continua a leggere – Pagina seguente


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Luca Picotti

Nato a Udine nel 1997, studia giurisprudenza presso l’Università degli studi di Trieste ed è redattore della rivista. Scrive soprattutto di teoria politica, trasformazioni socioeconomiche e processi di globalizzazione.

Pandora Rivista esiste grazie a te. Sostienila

Se pensi che questo e altri articoli di Pandora Rivista affrontino argomenti interessanti e propongano approfondimenti di qualità, forse potresti pensare di sostenere il nostro progetto, che esiste grazie ai suoi lettori e ai giovani redattori che lo animano. Il modo più semplice è abbonarsi alla rivista cartacea e ai contenuti online Pandora+, ma puoi anche fare una donazione a supporto del progetto. Grazie!

Abbonati ora

Seguici

www.pandorarivista.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]