I sistemi tributari e la “flat tax” del Bruno Leoni
- 12 Luglio 2017

I sistemi tributari e la “flat tax” del Bruno Leoni

Scritto da Gianluca Piovani

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La flat tax nel dibattito pubblico

La flat tax è un argomento portato all’attenzione del dibattito pubblico da Donald Trump negli USA; spesso i suoi sostenitori sono in situazioni di conflitto di interessi e questo contribuisce notevolmente ad accendere i toni e a rendere il confronto duro. Se da un lato si afferma che i sostenitori della flat tax siano dei populisti al servizio dei più ricchi, dall’altro si accusano i suoi oppositori di sostenere ideologicamente un sistema obsoleto e di sinistra. A prescindere dall’asprezza dei toni da un punto di vista tecnico questa riforma comporterebbe oggettivamente un maggiore sconto fiscale per i più ricchi. I denari così “spesi” per lo sconto d’imposta vengono recuperati tramite un taglio della spesa pubblica, che nelle teorie generalmente identificate come di “sinistra” è solitamente riconosciuta come meccanismo per la redistribuzione. In base a teorie economiche di “destra” e “liberiste” l’aumento della disuguaglianza e la riduzione dell’intervento dello stato nell’economia vengono più che compensati dalla maggiore efficienza del settore privato e delle nuove attività economiche intraprese dai “ricchi” grazie agli sconti di imposta innescando una crescita economica che porterà benefici anche alla classe lavoratrice ed ai ceti meno abbienti.

Va notato infine come tale proposta non sembri concretamente praticabile nelle modalità immediate indicate dall’IBL in quanto abolire da un giorno all’altro un sistema tributario e sostituirlo completamente con un altro, anche se più semplice, è assurdo. Se da un lato la proposta dell’IBL è volutamente provocatoria, dall’altro le va riconosciuto di essere riuscita a suscitare un ampio ed acceso dibattito. Questo dibattito sarebbe però davvero fruttuoso se contemplasse anche altre ipotesi molto diverse, come ad esempio un aumento della progressività della tassazione che pesi sui più facoltosi, chiedendo in altre parole un sacrificio ai più ricchi per diminuire le diseguaglianze e redistribuire la ricchezza in modo tale che possano ripartire i consumi e con questi il sistema economico. “Tagliare le tasse” è uno slogan facile e solitamente efficace politicamente e spesso tanto radicato nel senso comune della politica e dei cittadini da non lasciare spazio a proposte alternative. Ma un vero dibattito democratico dovrebbe dare gli strumenti per “guardare dentro” le proposte, scoprendo che la realtà e gli interessi delle diverse parti della società siano spesso più sfaccettati di come appaiono a prima vista.

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Scritto da
Gianluca Piovani

Nato nel 1991, ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico Augusto Righi di Bologna, quindi la laurea triennale in Economia e Finanza e la magistrale in Finanza Intermediari e Mercati presso l’Università di Bologna. Durante il periodo universitario ha fatto parte del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista elettronica Il Chiasmo e ho svolto stage presso l’azienda bolognese Prometeia e in Banca di Bologna.

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