“I social network” di Giuseppe Riva
- 08 Gennaio 2019

“I social network” di Giuseppe Riva

Scritto da Roberto Mussinatto

8 minuti di lettura

Recensione a: Giuseppe Riva, I social network, Il Mulino, Bologna 2017, pp. 200, 14 euro, (scheda libro).


I social network, di Giuseppe Riva uscito nel 2017 per il Mulino, è un testo che analizza puntualmente genesi, natura e impatto dei social media e delle reti da essi create. Questo tipo di analisi utilizza gli strumenti della cyberpsycology, nuovo campo della psicologia comportamentale che studia le trasformazioni nel comportamento umano prodotte dalle tecnologie emergenti. Tali strumenti permettono all’autore di delineare la fisionomia di un giusto rapporto uomo-social network basato sul riconoscimento dei pregi e dei difetti che presentano le reti sociali informatiche in quanto mezzi per potenziare le relazioni umane.

L’analisi condotta nel libro prende le mosse dal riconoscimento della centralità dell’esperienza sociale nella nostra vita quotidiana e nella definizione della nostra identità. Oggi il campo dell’esperienza umana comprende anche i social network, che impattano su entrambe le dimensioni della nostra esperienza, cioè quella dell’identità sociale e della rete sociale. Con rete sociale si intende l’insieme dei soggetti con cui un individuo è legato da rapporti di varia natura, mentre con identità sociale si intende il posizionamento di quest’ultimo all’interno dei gruppi sociali di cui fa parte. La nascita dei computer e in seguito la rivoluzione Web 2.0 hanno modificato profondamente queste due dimensioni, prima vincolate da limiti spazio temporali: le nuove tecnologie informatiche infatti permettono una comunicazione istantanea fra soggetti che si trovano lontani nello spazio e una fruizione dei contenuti anche dilazionata nel tempo, abolendo il vincolo della presenza fisica in un certo luogo e in un certo momento per poter assistere ad un determinato avvenimento o fruire di un determinato contenuto. L’integrazione fra internet e il computer – nato inizialmente per altri scopi – ha permesso di trasformare quest’ultimo in un mezzo di comunicazione, portando poi all’evoluzione delle tecnologie digitali e delle interfacce che hanno aperto la via agli smartphone, vero terreno di diffusione di massa dei social network.

La storia dei social network non è stata comunque quella di un istantaneo successo: Riva delinea perlomeno tre fasi nella vicenda storica dei social media. Una prima fase, quella delle origini, è quella in cui i social network si configurano come applicazioni web per l’esplorazione di reti sociali chiuse o poco più[1]. La seconda fase, detta di maturazione, in cui le reti esplorabili coi social si aprono, consentendo all’utente la gestione diretta della sua personale rete. La terza fase, che Riva definisce espressiva, in cui i social diventano oggetti multiformi, a cui accedere attraverso diversi mezzi (PC, smartphone) che permettono un’esperienza immersiva di controllo totale, sia della propria rete sociale, sia della propria identità sociale. In quest’ultima fase, che è quella che stiamo vivendo oggi, i social network sono diventati mezzi per soddisfare molti dei bisogni sociali di una persona. Questi infatti permettono di appagare il bisogno di organizzazione ed estensione, attraverso la loro primaria natura di supporto alla rete sociale personale, poi quello di esplorazione e confronto, attraverso l’offerta della possibilità di esplorare i profili altrui per farsi un’idea dell’identità degli altri, e infine quello di descrizione e definizione, attraverso la gestione del proprio profilo personale, vera “faccia digitale” del singolo. Per permettere queste potenzialità, i social network hanno sviluppato un linguaggio comune basato su tre principi: la presenza di uno spazio virtuale (forum) in cui i profili degli utenti sono accessibili a tutti, anche solo in parte; la possibilità di creare una lista limitata di contatti con cui comunicare; la possibilità di avere sotto controllo gli scambi fra gli altri utenti della propria rete.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: I social network

Pagina 2: Il successo dei social network

Pagina 3: Il lato oscuro dei social network


[1] Con reti sociali chiuse, l’autore intende quelle reti con un numero di contatti fissi e non scelti dal fruitore (ad es. i forum online cui ci si iscrive se interessati ad una certa materia ma senza la possibilità di influire sugli altri partecipanti), con reti sociali aperte intende quelle reti in cui è il fruitore a scegliere i propri contatti e ad autorizzare o meno il loro accesso alle proprie informazioni (ad es. gli “amici” di Facebook).


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Scritto da
Roberto Mussinatto

Nato nel 1996, studia Storia all'Università di Torino, dove si sta laureando con una tesi in Storia medievale. Si interessa di storia e politica, con particolare riguardo alla crisi della democrazia contemporanea.

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