Steve Bannon e “il finanziere nero” Robert Mercer

Mercer

Quello che pubblichiamo di seguito è il secondo di una serie di articoli dedicati a Steve Bannon, alla sua vita e alla genesi delle sue idee politiche. Si tratta di una figura che ha giocato un ruolo rilevante nell’ascesa della cosiddetta alt-right statunitense e in seguito come consigliere di Donald Trump, e che tuttora si propone come organizzatore e come ideologo delle nuove formazioni di destra a livello europeo e internazionale. La sua controversa figura resta tuttavia relativamente poco conosciuta, malgrado le implicazioni delle sue attività anche nel nostro Paese. A questo link il primo contributo sulla biografia di Bannon dalla giovinezza alla guida di Breitbart News.

Al centro di questo secondo articolo c’è invece l’analisi del legame di Bannon con Robert Mercer, un ex matematico ed esperto di informatica che, ritrovatosi all’improvviso miliardario grazie al lavoro in un fondo speculativo, ha deciso di dedicarsi alla sua principale passione: la politica. E nello specifico, la politica di estrema destra. Quali sono le idee politiche del “finanziere nero”? Di quale America vorrebbe farsi portavoce? Come, e quanto, ha pesato il suo sostegno a Bannon e a Trump?


Robert Mercer è un uomo alto e dai capelli argentati, che porta con eleganza i suoi 72 anni. Ha un sorriso astuto, gli occhi piccoli e la sua storia sembra quella di un personaggio di un film americano di basso livello. Invece è un uomo in carne e ossa, e, soprattutto, è uno degli uomini più potenti al mondo. Si tratta di un matematico ed esperto di informatica che, ritrovatosi all’improvviso miliardario, ha deciso di dedicarsi alla sua principale passione: la politica. E nello specifico, la politica di estrema destra.

Negli ultimi anni, anche grazie a una sentenza della Corte Suprema (Citizen United vs Federal Election Commission, 2010)[1] che rendeva molto più ampie le possibilità di finanziamento dei partiti politici o dei singoli candidati da parte di un unico soggetto, è diventato tra i principali finanziatori del Partito Repubblicano e del mondo dell’alt-right. Solo nel periodo compreso tra il 2006 e il 2016 pare abbia donato complessivamente circa 35 milioni di dollari al Partito Repubblicano[2]. È grazie a questa attività di finanziatore che ha conosciuto Steve Bannon ed è diventato il padrino politico (e tra i principali azionisti) di Breitbart News, a cui ha versato più di 10 milioni di dollari.

La vita

Robert Mercer non è sempre stato ricco. Figlio di una famiglia della classe media americana, conseguì una laurea in matematica e fisica e un dottorato in scienze informatiche. Quella dei computer era sempre stata la grande passione di Robert, un ragazzo taciturno ed estremamente introverso, secondo alcuni al limite del patologico. Terminati gli studi iniziò a lavorare a un sistema di traduzione computerizzata simultanea di conversazioni (parte del suo lavoro sarebbe stato successivamente utilizzato per sviluppare i sistemi di Siri e Google Translate). Invece di provare ad elaborare una struttura grammaticale da “insegnare” al traduttore linguistico, Mercer provò a lavorare sull’accumulazione di un’enorme quantità di dati da parte del sistema, il quale li avrebbe poi analizzati e creato degli schemi che facessero previsioni sulla probabile traduzione, procedendo quindi più “per tentativi” piuttosto che in maniera grammaticale. La raccolta di tutti questi dati avrebbe negli anni successivi fatto da “ispirazione” al lavoro di Cambridge Analytica.

Nel 1993, a seguito della morte della madre in un incidente d’auto e, sei settimane dopo, della morte del padre, con problemi economici e tre figli da mantenere, decise di abbandonare questo progetto per passare a uno molto più redditizio: iniziò infatti a lavorare per Renaissance Technology.

La ricchezza

Renaissance Technologies è un hedge fund, un fondo speculativo, nato nel 1982. Il suo fondatore, James Simons, è un matematico e fisico miliardario ritenuto da molti un genio. È stato definito dal Financial Times “il miliardario più intelligente al mondo”[3]. Dopo essersi laureato in matematica al MIT e aver conseguito un dottorato sempre in matematica a Berkeley ha insegnato tale materia all’università. Nei primi anni Ottanta Simons decise di dare vita a Renaissance Technology. La peculiarità di questo fondo speculativo era quella di occuparsi di finanza in maniera scientifica: Simons assunse quasi tutti i dipendenti non sulla base di conoscenze economico o finanziarie, ma cercò principalmente matematici, fisici e informatici, adattando queste conoscenze al mondo della finanza così da poter stabilire, tramite formule, logaritmi e computer, l’andamento dei vari titoli in borsa. L’altissima professionalità dei dipendenti (quasi un terzo di essi possedeva un dottorato) fece sì che il passaggio dal mondo dei numeri a quello della finanza fosse rapido. Alcuni arrivarono a definire questo progetto, vista la caratura del personale scelto, un “progetto Manhattan a livello civile”, rifacendosi al famoso gruppo di scienziati e luminari che durante la Seconda Guerra Mondiale costruirono la bomba atomica.

I clienti che sceglievano di affidare il loro denaro alla Renaissance Technology avrebbero potuto partecipare a vari fondi speculativi in base al loro profilo e alla quantità di capitali che portavano in dote. Tra i vari fondi elaborati spicca senza dubbio il Medallion Fund, un esclusivissimo progetto che è stato definito da Bloomberg News la più grande “macchina da soldi” del mondo[4]. Anche grazie alla straordinaria forza trainante del Medallion Fund la Renaissance Technology è arrivata nel 2019 a gestire circa 91 miliardi di dollari in asset under management[5] e Simons è diventato, con un patrimonio personale di 21 miliardi di dollari[6], il 24° uomo più ricco al mondo. Il Medallion Fund rese i dipendenti di Renaissance, e in particolare coloro che avevano lavorato in prima persona al progetto, tra le persone più ricche del Paese. E tra coloro che aveva sviluppato questo fondo vi era anche Robert Mercer, il quale nel 2009, dopo il ritiro di Simons, divenne co-CEO di Renaissance Technology.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Genio della matematica e della finanza

Pagina 2: Robert Mercer e la politica

Pagina 3: Il sostegno a Breitbart News e Cambridge Analytica


[1] Citizen United vs Federal Election Commission 

[2] Bowers, John. “A hedge fund house divided: Renaissance Technologies”. OpenSecrets Blog. Center for Responsive Politics.

[3] “Alternative Rich List”. FT.com

[4] https://www.bloomberg.com/how-renaissance-s-medallion-fund-became-finance-s-blackest-box

[5] https://fintel.io/i/renaissance-technologies-llc

[6] https://www.forbes.com/profile/jim-simons/#128171dc3b6a


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Nato nel 1997 a Novara, si è trasferito a Bologna dove studia scienze politiche, sociali e internazionali. È appassionato di politica estera, filosofia politica e storia. Ha preso parte alla campagna elettorale del 2016 negli Stati Uniti.

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