Steve Bannon: l’uomo del suo tempo

Bannon

Quello che pubblichiamo di seguito è il primo di una serie di articoli dedicati a Steve Bannon, alla sua vita e alla genesi delle sue idee politiche. Si tratta di una figura che ha giocato un ruolo rilevante nell’ascesa della cosiddetta alt-right statunitense, prima come executive chairman di Breitbart e poi come consigliere di Donald Trump, e che tuttora si propone come organizzatore e come ideologo delle nuove formazioni di destra a livello europeo e internazionale. La sua controversa figura resta tuttavia relativamente poco conosciuta. Un approfondimento a lui dedicato ci sembra pertanto utile e necessario e diamo volentieri spazio a questo ciclo a cura di Alessandro Maffei.


Steve Bannon è senza ombra di dubbio un uomo fuori dal comune. È passato in pochi mesi, grazie alla strepitosa vittoria elettorale di Donald J. Trump, dall’essere uno sconosciuto attivista di estrema destra a venir considerato come uno degli uomini più influenti del mondo. È lungamente sembrato l’unica figura capace di controllare, gestire e (soprattutto) manipolare il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. Alla gloria improvvisa però, come accade spesso a chi si avvicina troppo a Trump, è seguito un declino altrettanto rapido.

Il suo lavoro strategico, supportato dal denaro di una famiglia di miliardari di estrema destra, i Mercer, non ha influenzato solo le presidenziali americane del 2016, ma anche la Brexit. Oggi starebbe provando a dare vita a un’internazionale nera. Teorizza il sovranismo di destra ma parla di alleanze transnazionali. Vuole distruggere il partito di Davos, ma da decenni si accompagna a milionari. Dice di voler ritornare alle radici giudaico-cristiane del capitalismo ma tra i suoi sostenitori vi sono antisemiti dichiarati.

È un innovatore, che ha compreso con dieci anni di anticipo la nascente bolla di destra populista, o un semplice reazionario xenofobo, che vuole ritornare agli “splendori tradizionali”? È uno stratega che può ancora avere un ruolo nel futuro globale o, senza poter contare sulla figura carismatica di Trump, non rimane che un personaggio folkloristico da corteggiare per politici europei alla ricerca di un po’ di visibilità?

Per rispondere a queste domande bisogna provare a capire le varie sfaccettature di questa complessa figura. L’obiettivo di questa serie di articoli è esattamente questa. Protettori e formazione; vita, morte e (forse) resurrezione dell’uomo che meglio rappresenta il suo tempo: Steve Bannon.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Steve Bannon: l’uomo del suo tempo

Pagina 2: Il Figlio del Sud, ovvero i primi anni di vita

Pagina 3: La maturità di Bannon: dalla Marina alla guida di Breitbart News


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Nato nel 1997 a Novara, si è trasferito a Bologna dove studia scienze politiche, sociali e internazionali. È appassionato di politica estera, filosofia politica e storia. Ha preso parte alla campagna elettorale del 2016 negli Stati Uniti.

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