Sulla nuova via della seta: la Belt and Road Initiative tra economia e strategia

vie della seta

La via della seta o le vie della seta? Se si osserva una mappa dei corridoi che la Cina sta costruendo, l’uso singolare risulta certamente riduttivo. Se la meravigliosa Samarcanda era un tempo importante snodo per le carovane che transitavano lungo l’asse Europa-Asia e viceversa, oggi non possiamo identificare una sola rotta con poche città a far da stazioni di interscambio, ma dobbiamo considerare un insieme di vie e strade e percorsi tutti reciprocamente intrecciati.

La strategia cinese, nota come Belt and Road Initiative (BRI), è un mastodontico groviglio di corridoi economici, finanziari, commerciali, e non da ultimo militari.

Per analizzare e comprendere a fondo la visione cinese, è necessario fare un passo indietro nel tempo. Se l’attuale BRI voluta dal premier cinese Xi Jinping è stata presentata al grande pubblico soltanto nel 2013, inizialmente con il nome di One Belt One Road, la “go out strategy” (in cinese 走出去战略, Zǒu chūqù zhànlüè, andare fuori) era iniziata già con la creazione di infrastrutture lungo tutto il Sud-Est Asiatico. Questa rete di cantieri era chiamata “Strategia del Filo di Perle”. Il nome, ufficialmente mai usato dalla Cina, è stato coniato da un gruppo di studiosi americani i quali, monitorando i flussi degli OFI (outword foreign investements, investimenti diretti esteri) verso i paesi dell’Asia, avevano notato una certa “attenzione geografica” con cui questi investimenti erano posizionati.

La strategia cinese era chiara agli americani: creare una nuova via della seta (la “Road” del nome iniziale) alternativa alle affollate rotte esistenti, con diversi obiettivi tra cui assicurarsi l’autonomia energetica, sfuggire al cosiddetto “dilemma di Malacca”, e creare una rete di collegamenti, con basi (militari) nei porti, per limitare il tentativo di pivot to Asia che USA, Giappone, e in minima parte anche l’India, stavano cercando di realizzare, nei confronti di Pechino, nell’oceano Indiano.

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: La via della seta o le vie della seta?

Pagina 2: La nuova via della seta

Pagina 3: La Strategia del Filo di Perle

Pagina 4: La via della seta come strategia globale


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Ha studiato lingua cinese all'Università Ca’ Foscari di Venezia, dove si è specializzata in Relazioni Internazionali Comparate. Ha frequentato a Roma un master su Geopolitica e Sicurezza Globale e un corso di specializzazione in Diritto dell’Energia presso la LUISS Guido Carli. Presso la Business School del Sole 24 ore ha frequentato un Master in Management dell’Energia e dell’Ambiente. Attualmente svolge uno stage a Milano presso MGP&Partners.

Comments are closed.