“Teoria del drone” di Grégoire Chamayou

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Recensione a: Grégoire Chamayou, Teoria del drone. Principi filosofici del diritto di uccidere, DeriveApprodi, Roma 2014, pp. 224, 17 euro (Scheda libro).


A partire dal 2010 l’amministrazione Obama ha concentrato i suoi sforzi per mettere a punto una nuova strategia di politica estera. Nella NSS (National Security Strategy) pubblicata nel corso dell’anno spicca il concetto, alquanto fantascientifico, di «disposition matrix» che diventerà una caratteristica permanente della sicurezza nazionale americana. Sviluppata dall’allora direttore del National Counterterrorism Center, Michael Leiter, si tratta di una «sorta di burocrazia della morte» e di una «espansione graduale della violenza di stato in spazi lontani da teatri di guerra ufficialmente riconosciuti»[1].

Nel 2012 Leon Panetta, Segretario alla Difesa, ha implementato in via definitiva questo processo di normalizzazione delle targeted killings. La guerra globale al terrore ha raggiunto una nuova fase, più consona alla volontà dell’amministrazione di disimpiegarsi dal Medio Oriente senza perdere le potenzialità di proseguire con la «caccia ai terroristi», attraverso l’impiego di una nuova tipologia di arma: gli UAV (Unmanned Aereal Vehicle) hanno ufficialmente avviato la «dronificazione della sicurezza nazionale americana».

Ed è proprio a partire da questo assunto di base che Grégoire Chamayou, ricercatore di filosofia presso il CNRS di Lione, affronta un tema molto caldo e foriero di numerose critiche nei confronti dell’amministrazione Obama. L’utilizzo sempre più indiscriminato dei droni, l’apparente legittimità e rispetto del diritto internazionale, la rivoluzione che gli UAV hanno comportato negli affari militari guidano l’Autore ad un assalto frontale a coloro che sostengono questa nuova forma di violenza statale, cercando di mostrarne le aporie originarie e le contraddizioni giuridico-filosofiche che emergono in un’analisi illuminante e controcorrente rispetto alle opinioni mainstream.

Ragionare sull’impiego del drone significa riflettere sulle connessioni intercorrenti tra politica, sovranità e warfare e che finiscono per alterare significativamente le condizioni del potere di guerra e del rapporto tra lo Stato e i suoi cittadini. Che cosa significa essere soggetti al «Predator Empire»? Siamo forse di fronte ad una nuova forma di regime costruito sull’arbitrio di un potere biopolitico? Sono solo alcune delle domande a cui l’Autore cercherà di dare una risposta in Teoria del Drone.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Teoria del drone

Pagina 2: La Drone warfare e le implicazioni psico-etiche nel combattente

Pagina 3: Un paradosso: perché il drone non è politica continuata con altri mezzi


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Nato a Biella, laureato in Scienze Strategiche presso l'Universita degli Studi di Torino nel 2015. Studia Storia Contemporanea a Bologna, interessato di Storia della politica estera americana, geopolitica e storia militare.

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