Il trasferimento tecnologico come leva della crescita. Il caso della Fraunhofer-Gesellschaft

Fraunhofer

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Il ‘modello Fraunhofer’ e lo Stato tedesco

Il ‘modello Fraunhofer’ trova la sua genesi nell’ordinamento tedesco, fortemente orientato alla concretizzazione dei risultati e ad una demarcazione delle singole responsabilità che permette agli attori di cooperare in maniera efficiente evitando inutili duplicazioni. Lo stesso sistema di finanziamento della FHG è finalizzato alla valorizzazione dei risultati concreti in quanto lo Stato elargisce un ammontare di risorse commisurato a quelle che l’istituto riesce a ottenere tramite i contratti privati. Gli istituti Fraunhofer hanno inoltre la possibilità di ottenere risorse partecipando a procedure di gara finalizzate alla realizzazione di appalti pubblici. Questo metodo tende a premiare e a rafforzare i settori che rappresentano i punti di forza del sistema, come la meccanica e l’ingegneria, ma, d’altronde, non fornisce incentivi specifici affinché le imprese tedesche si avventurino negli ambiti in cui il sistema produttivo sconta una maggiore debolezza, come ad esempio l’informatica.

Le tre fonti finanziarie principali sono:

  1. A) finanziamenti di base pubblici, non competitivi, suddivisi in: A.1) finanziamenti dal governo federale (generalmente circa il 90% del totale A), i quali ammontavano a circa 581 milioni di euro nel 2015 e 587 nel 2014; A.2) finanziamenti dei governi regionali (generalmente circa il 10% del totale A), i quali ammontavano a circa 110 milioni di euro nel 2015 e 126 nel 2014;
  2. B) finanziamenti subordinati alla vincita di appalti pubblici, i quali ammontavano a circa 542 milioni di euro nel 2015 e 594 nel 2014; C) finanziamenti privati subordinati alla stipula di contratti con aziende private, i quali ammontavano a circa 641 milioni di euro nel 2015 e 624 nel 2014.

I finanziamenti pubblici di base comprendono i Fondi europei di sviluppo regionale (FESR), i quali sono volti a finanziare le infrastrutture di ricerca nella Germania Est. Altre fonti sono elargite da donazioni private e da enti preposti al finanziamento della ricerca. La divisione delle responsabilità e l’attenzione alla concretezza dei risultati sono attributi riscontrabili anche nel sistema educativo tedesco, intersecato continuamente dalla FHG. Chi svolge studi professionali ha la possibilità di specializzarsi grazie a programmi che prevedono sia lo studio nelle aule che l’apprendistato nelle aziende. Chi frequenta programmi universitari è coinvolto nel mondo della ricerca scientifica lavorando part-time negli istituti come Fraunhofer. Oltre alle università tradizionali, il sistema tedesco dispone di Fachhochschulen, strutture accademiche che si concentrano sulle scienze applicate presso cui si possono conseguire lauree triennali e specialistiche. Gli studenti universitari hanno l’opportunità di essere assunti presso Fraunhofer come ricercatori part-time e inoltre la FHG organizza programmi di dottorato ed elargisce borse di studio post-doc. Gli studenti assunti part-time sono spesso selezionati tra i migliori allievi delle università su segnalazione dei direttori dei singoli istituti Fraunhofer. Tradizionalmente, personalità legate alla vita accademica fanno infatti parte degli organi dirigenziali della sede centrale di Monaco e tutti i direttori dei singoli istituti sono membri di facoltà accademiche. Tuttavia, malgrado le strette relazioni, la FHG e il mondo universitario sono chiamati a competere sia per quanto riguarda la raccolta di fondi che per l’assunzione del personale docente.

Al suo interno, la FHG ha una struttura tale per cui gli istituti che la compongono non sono portati a farsi concorrenza tra loro. Ciascuno dei 67 istituti si concentra su di un settore specifico, assume in media dai 300 ai 400 dipendenti, risiede in una differente città della Germania, e svolge l’effettiva attività di ricerca sulla base delle sette aree tematiche stabilite dalla sede centrale. Il quartier generale, dopo aver elargito contributi a tutti i centri, utilizza il rimanente 15% dei finanziamenti per promuovere nuovi istituti o filiali, in modo da aprire sedi continuamente, sia in Germania che all’estero.

Gli istituti FHG interagiscono continuamente con il mondo industriale e le aziende che vantano una più consistente esperienza di collaborazione con il sistema Fraunhofer sono rappresentate nelle posizioni chiave dei 67 centri. Le connessioni permettono un continuo flusso di informazioni e questo consente alle singole imprese di capire quali progetti di ricerca affidare all’istituto, quali condurre internamente e quali esternalizzare a terzi. Quando le aziende decidono di esternalizzare le attività di R&S, stipulano un contratto basato su una serie di puntuali cronoprogrammi e su un costo indipendente dal successo o dal fallimento del progetto, ovvero calcolato sul prezzo dell’attività di ricerca sommato ad un mark-up del 15%.

Una volta siglato il contratto, i laboratori si relazionano con le università per condurre le attività richieste dalle aziende. I diritti di proprietà intellettuali delle innovazioni appartengono di solito alla FHG e possono essere utilizzati da terzi.

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Enrico Cerrini è nato nel 1986. Ha conseguito il dottorato in Economia Politica all'Università di Siena. Ha studiato Scienze Economiche all'Università di Pisa e ha svolto il programma Erasmus all'Università di Graz. E' stato per 5 anni consigliere comunale nel comune di Campiglia Marittima. Giulio Di Donato è nato nel 1981 e cresciuto a Roma, dove vive, lavora ed ha studiato, conseguendo una prima laurea in giurisprudenza e una seconda in filosofia. Attualmente scrive per diverse riviste online e cartacee. Attivista politico e sindacale.

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