Le trasformazioni interne al Partito Democratico americano
- 01 Ottobre 2018

Le trasformazioni interne al Partito Democratico americano

Scritto da Domenico Romano

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Europeizzare il Partito Democratico americano?

Tra il 1968 ed il 1972 si è avuto il più forte tentativo di trasformare il Partito Democratico in una formazione paragonabile ad un partito europeo. Dopo gli esiti drammatici della convention democratica del 1968[6] il movimento della cosiddetta New Politics tentò di trasformare il Partito Democratico. Venne pesantemente rafforzato il ruolo delle primarie e la distribuzione proporzionale dei delegati, ma non solo.

I riformatori della New Politics capirono che non bastava rimuovere le barriere all’ingresso. “Non è sufficiente democratizzare le procedure del partito se un largo numero di persone non è interessato alla partecipazione.”[7] Quest’ultima, pensavano i proponenti di questo movimento, poteva essere raggiunta solo superando la natura di partito confederazione. La catastrofica sconfitta del 1972 di George McGovern, egli stesso sostenitore di queste proposte, favorì il riflusso in direzione opposta. La Coalition for Democratic Majority (CDM) fu la risposta di un vasto blocco, comprese aree sindacali rilevanti, impaurito dalla perdita di potere determinata dalle proposte dei riformatori. La CDM si opponeva alla proposta di “europeizzare” i Democratici creando un partito propriamente “liberal[8]” sostenendo invece la necessità di mantenerne la natura federativa, pluralistica ed in definitiva “americana” del partito.

La vittoria dei contro-riformatori fu totale, e la CDM divenne qualche tempo dopo il Democratic Leadership Council (DLC) che riuniva legislatori federali e statali che sarà presieduto sul finire degli anni Ottanta da Bill Clinton. La piattaforma del DLC, orientata verso “il centro” dello schieramento, allontanando il partito da quelli che erano definitivi “gruppi di interesse speciali” e finalizzata a temperare gli effetti più brutali delle politiche repubblicane, avrebbe consentito ai Democratici di riconquistare la Casa Bianca nel 1992 con lo stesso Clinton fino a chiudere le proprie attività attorno al 2010 perché “la missione di trasformare il Partito Democratico è stata completata[9]“. Sul piano interno il segno più rilevante della stagione del riflusso è stata la reintroduzione dei delegati “unpledged”[10] cioè non legati in maniera vincolante al sostegno di un candidato.

 Partito Democratico americano

È interessante comparare la sconfitta del movimento New Politics e più in generale della New Left con la coeva trasformazione dei Repubblicani.  Sul fronte interno il rinnovamento del Partito Repubblicano è stato condotto solamente sul piano degli eletti conducendo una lenta ma costante penetrazione nel partito tramite l’elezione di amministratori locali, statali e federali sempre più intensa e quindi senza cominciare una battaglia sulla struttura propriamente intesa del GOP. Sul fronte esterno è stato caratterizzante lo sviluppo di un poderoso (e molto ben finanziato) sistema di centri di formazione, think tank, associazioni che su tutti i fronti della politica americana hanno condotto alla trasformazione del linguaggio e delle proposte politiche. Il movimento sul fronte democratico, la New Left, negli stessi anni andava “ritirandosi” nelle città universitarie.

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[6] Durante la Convention del 1968 il candidato Humphrey ottenne la nomination pur non vincendo neanche una singola elezione primaria e concentrando il suo voto nelle zone dove il Partito Democratico non teneva primarie aperte. Questa Convention, funestata anche da violenti scontri tra politici e movimenti anti pacifisti segnò la fine della New Deal Coalition che in seguito al ritiro di Johnson dalla scena politica si divise su diversi candidati (Humprhrey, Kennedy, McGovern, McCarty) e segnò l’inizio dello spostamento sui Repubblicani degli Stati del Sud. In seguito ai fatti di Chicago il Partito Democratico formò la McGovern-Fraser Commission con il compito di riformare le regole del Partito.

[7] Per gli approfondimenti sul movimento della New Politics si possono consultare le opere di Adam Hilton.

[8] Nel senso americano del termine.

[9] Al Form – The New Democrats and the return to power, Palgrave p. 255.

[10] Sono delegati unpledged, normalmente, i party official statali e nazionali, i deputati senatori ed i governatori.


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Scritto da
Domenico Romano

Nato nel 1984 a Roma. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università La Sapienza. Ha studiato sopratutto i sistemi politici istituzionali anglosassoni ed i partiti politici europei ed americani.

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