“La Turchia di Erdoğan e le sfide del Medio Oriente: Iran, Iraq, Israele e Siria” di Alberto Gasparetto

Turchia Erdogan

Recensione a: Alberto Gasparetto, La Turchia di Erdoğan e le sfide del Medio Oriente: Iran, Iraq, Israele e Siria, Carocci, Roma 2017, pp. 220, 23 euro (scheda libro).


Volgendo lo sguardo al Medio Oriente oggi è impossibile ignorare un Paese come la Turchia. Le dinamiche delle regione la vedono sempre più protagonista di una rinnovata assertività, la quale spesso confligge con le aspirazioni dei suoi vicini.

Un giovane ricercatore come Alberto Gasparetto[1], in La Turchia di Erdoğan, ci pone di fronte alla politica mediorientale dell’AK Parti a partire dalla sua ascesa al potere nel lontano 2002 con un focus su Iran, Iraq, Israele e Siria. L’autore si pone l’obiettivo di analizzare la politica estera turca tenendo primariamente conto dei tratti della personalità e dell’impatto delle percezioni dei decisori turchi e lo fa utilizzando l’approccio della foreign policy analysis di Michael Brecher[2]. Questo metodo, in contrasto con il filone neorealista che vede il determinarsi della politica internazionale come il risultato di cause strutturali[3], considera che la politica estera sia il risultato della compenetrazione tra fattori ideazionali legati alle percezioni dei decisori e le cause strutturali pertinenti al sistema internazionale. La domanda di ricerca attorno a cui ruota tutto l’elaborato è la seguente:

Qual è l’impatto delle percezioni sul foreign policy analysis della Turchia negli anni di governo dell’AK Parti? Fino a che punto tali percezioni influenzano l’atteggiamento dei decisori turchi nella loro politica mediorientale? Che peso esercitano le immagini e le visioni di politica estera dei decisori turchi e in che misura queste condizionano il loro approccio all’ambiente esterno in occasione di alcuni eventi significativi per i loro rapporti col Medio Oriente?[4]

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: La Turchia e il Medio Oriente

Pagina 2: La Turchia e la “sindorme di Sèvres”

Pagina 3: Erdoğan e la Turchia nello scenario regionale

Pagina 4: Conclusioni


[1] Alberto Gasparetto ha conseguito il dottorato di ricerca in sociologia e scienza politica all’università di Torino. Attualmente è cultore di Scienze Politiche all’Università di Padova. I suoi ambiti di ricerca riguardano la politica estera di Turchia e Iran e il loro impatto nello scenario mediorientale.

[2] Ciò che vuole il fpm di Brecher è mettere insieme un approccio eclettico in cui l’aspetto psicologico (percezioni, le idee e i valori dei decisori) interagisce con i fattori materiali (quantificabili), dell’ambiente operazionale in cui gli Stati giocano il loro ruolo.

[3] Padre del filone neorealista è Kenneth Waltz (1924-2013) il quale sostiene che la politica internazionale viene determinata attraverso l’impatto di fattori strutturali come la distribuzione della potenza a livello internazionale e dunque la polarità del sistema che può essere unipolare, bipolare, multipolare.

[4] A. Gasparetto, La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente: Iran, Iraq, Israele e Siria, Carocci, Roma, 2017. P. 33.


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui

Nato ad Ancona nel 1992. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna. Si occupa di Politica e Sicurezza Internazionale, con un taglio multidisciplinare che spazia dalla filosofia alla sociologia agli Studi Strategici, con particolare riferimento ai problemi dell’uso della forza, della sicurezza e dei diritti umani.

One Comment on ““La Turchia di Erdoğan e le sfide del Medio Oriente: Iran, Iraq, Israele e Siria” di Alberto Gasparetto

  1. Pingback: La Rassegna Stampa del CRS - CRS - Centro per la Riforma dello Stato