Un’analisi delle elezioni del 4 marzo: “Una nuova Italia” a cura di Cavallaro, Diamanti e Pregliasco
- 07 Agosto 2018

Un’analisi delle elezioni del 4 marzo: “Una nuova Italia” a cura di Cavallaro, Diamanti e Pregliasco

Scritto da Andrea Pareschi

10 minuti di lettura

Pagina 3 – Torna all’inizio

Una nuova Italia?

Il libro è completato da una breve introduzione di Marco Damilano e da un’intervista ad Enrico Mentana. È degno di nota che entrambe, in alcuni passaggi, si rifacciano ad una lettura della politica contemporanea dalle conseguenze delicate quanto imprevedibili. Damilano identifica un vuoto di rappresentanza di lungo periodo, “oggi […] aggravato dalla solitudine e dal deserto in cui si trovano gli elettori senza più alcun punto di riferimento, né politico né internazionale”, delineando così il quadro distopico di un “Paese della società polverizzata, in cui ognuno tutela e salvaguarda il proprio esclusivo interesse singolare”. Mentana, che si sofferma sulla natura del sostegno al PD – un voto di ragione, ma sempre meno di passione e certamente non “di fame” – considera quello dei tempi attuali “il voto più di opinione che ci sia mai stato”, dal momento che “il rapporto tra voti in libertà e voti “organizzati”, man mano che i partiti si fanno più liquidi, […] si fa sempre più alto”. Si può forse ricollegare questa tendenza al picco di consenso che la Lega sta incanalando a suo vantaggio nelle ultime settimane, sfruttando il controllo dell’agenda in materia di immigrazione[5].

Va detto che questi inserti, la cui presenza annunciata sulla copertina del volume strizza l’occhio al lato più pop del dibattito politico, non si sottraggono del tutto a qualche accenno di sensazionalismo. L’introduzione, ad esempio, asserisce enfaticamente che “la campagna elettorale più inutile della storia repubblicana ha provocato il più grande e imprevedibile sconvolgimento politico”; e quando a Mentana si chiede, relativamente all’incertezza successiva al voto, se se ne sia mai visto l’uguale in Italia, il giornalista risponde con equilibrio: “Esattamente cinque anni fa”. Nel complesso, però, il libro riesce a scongiurare quasi ovunque i rischi collegati alla sua natura di instant book. Certo, si potrebbe storcere il naso di fronte all’uso di un linguaggio specialistico della comunicazione politica (“i claim“, “il digital”, “la micro-targettizzazione”), o di fronte all’apparente entusiasmo con cui si commenta l’immagine trasmessa da leader come Di Maio (il cui stile comunicativo è “sobrio, istituzionale, […] sempre pacato e ponderato”) o Berlusconi (“efficace, brillante e simpatico nelle uscite televisive”). In alcuni punti, poi, il volume sembra affidarsi con disinvoltura a frasi che non dimostrano o non contestualizzano a sufficienza un’argomentazione netta, ad esempio quando si dice che “quello del 4 marzo è stato soprattutto un voto emotivo e di protesta: una campagna troppo razionale [da parte del PD] in questo contesto non ha invertito la rotta”. Infine, a tratti il focus sulla dimensione comunicativa appare un limite: le attitudini indagate nel settimo capitolo sono talmente vincolate a temi e slogan della campagna elettorale che non è chiaro quali riflettano orientamenti o valori più profondi[6].

Un’ultima annotazione riguarda poi l’assenza nel testo di uno spunto contenuto invece nel dossier citato nella nota 4, diffuso da YouTrend poco dopo la tornata elettorale: un’analisi dei flussi di voto che colleghi le elezioni del 2013 e quelle europee del 2014 a quelle di marzo 2018, analisi a cui peraltro il sesto capitolo accenna di sfuggita quando indica che solo una metà degli elettori del PD del 2013-2014 gli è rimasta “fedele” nel 2018.

D’altra parte, se si tengono a mente gli obiettivi che Una nuova Italia si ripropone e i limiti che si dà, si deve convenire che i pregi del libro lo rendono una lettura decisamente fruttuosa e attuale. Si presenta infatti come un puntuale strumento di comprensione del voto del 4 marzo, che – prestando attenzione in modo composito sia al lato dell’offerta e delle strategie dei partiti, sia a quello della domanda fra i cittadini – riesce nell’intento di inquadrare coerentemente, basandosi su solide ed estese fondamenta di riscontri empirici, lo stato di salute dei principali partiti italiani a seconda della rispettiva capacità di fare presa, geograficamente e socialmente.

Torna all’inizio


[5] Qui si può trovare una ricostruzione degli spostamenti di consenso fra i partiti nell’arco di tempo successivo alle elezioni: https://www.termometropolitico.it/

[6] Alcuni sono peraltro formulati in modo problematico. Il favore verso la flat tax raggiunge un incongruo 61% fra gli intervistati, presumibilmente perché la domanda è posta in termini non di progressività fiscale ma di semplificazione burocratica (“Il fisco è troppo complicato, bisognerebbe semplificare con un’aliquota uguale per tutti”).


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Andrea Pareschi

Policy officer responsabile delle politiche digitali nella Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE. Professore a contratto di Sistema Politico Italiano all’Università di Bologna tra il 2020 e il 2022. Nel 2019 ha conseguito un dottorato di ricerca in Political Science, European Politics and International Relations presso la Scuola Superiore Sant’Anna e le università di Siena, Pisa e Firenze. Laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì, ha frequentato il Collegio Superiore di Bologna. Ha trascorso soggiorni di ricerca presso l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e il King’s College London.

Pandora Rivista esiste grazie a te. Sostienila

Se pensi che questo e altri articoli di Pandora Rivista affrontino argomenti interessanti e propongano approfondimenti di qualità, forse potresti pensare di sostenere il nostro progetto, che esiste grazie ai suoi lettori e ai giovani redattori che lo animano. Il modo più semplice è abbonarsi alla rivista cartacea e ai contenuti online Pandora+, ma puoi anche fare una donazione a supporto del progetto. Grazie!

Abbonati ora

Seguici