“L’urbanista socialista” di Michele Achilli

Michele Achilli

Recensione a: Michele Achilli, L’urbanista socialista. Le leggi di riforma 1967 – 1992, Marsilio, Venezia 2018, pp. 160, 16 euro (scheda libro).


Il saggio L’urbanista socialista. Le leggi di riforma 1967-1992 di Michele Achilli è un diario politico e, più precisamente, una cronaca narrata in prima persona, della storia della politica urbanistica italiana nella Prima Repubblica.

Questo saggio rappresenta dunque la memoria di un importante periodo di riformismo dimenticato, quasi cancellato dai posteri, quello della “grande urbanistica repubblicana”, una fase politica che ha segnato profondamente il disegno urbano delle regioni, province e città italiane.

L’urbanista socialista è il diario di Michele Achilli, architetto e urbanista, Professore di Urbanistica del Politecnico di Milano e importante dirigente politico milanese del Partito Socialista Italiano (PSI), figura centrale del processo di riforme che, nel Secondo Dopoguerra, portò all’emanazione della Legge Ponte – superamento della Legge Fondamentale dell’urbanistica del ’42 – alla Legge 507/1968, alla Legge 865/1971, nonché ad una serie di proposte di legge e provvedimenti parlamentari operativi per i piani territoriali, il contenimento del consumo di suolo – oggi diremmo dello sprawl urbano – e gli espropri, l’equo canone, la rendita fondiaria, il verde pubblico, la salvaguardia dei parchi e su molte altre voci inerenti la questione urbanistica.

Michele Achilli, eletto parlamentare per sette legislature consecutive (dalla IV alla X), ricoprendo gli importanti incarichi di Vicepresidente della Commissione Lavori Pubblici alla Camera dei Deputati e Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, ripercorre gli avvenimenti di quegli anni con precisione e passione, sottolineando la grande operazione di responsabilità politica che il PSI svolse nell’approvazione delle importanti riforme citate, senza le quali oggi vivremmo in un contesto architettonico e edilizio totalmente diverso.

Come ammette lo stesso Achilli nel libro, nonostante vi siano state molte carenze politiche caratterizzate da un immobilismo decisionale nel continuo e ambiguo rimpallo tra la Democrazia Cristiana (DC) e il Partito Comunista Italiano (PCI) che affronteremo tra poco, la politica urbanistica di quegli anni rappresentò una svolta riformatrice tesa ad una visione socialdemocratica del governo del territorio e del diritto alla casa; un’azione politica che, non a caso, era accompagnata dagli anni della Contestazione e della collaborazione tra la classe politica, i sindacati e le associazioni di categoria – i corpi intermedi – per tutelare l’interesse nazionale da una comprovata speculazione sulle rendite fondiarie, stimolata dal boom economico del Secondo Dopoguerra.

Sin dalle prime pagine del saggio, è importante rimarcare come l’autore contestualizzi assiduamente la prassi politica rispetto allo scenario culturale attorno al quale gravita il dibattito parlamentare relativo all’urbanistica, strettamente legato a tre sfere sociali: il mondo accademico dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – diretto all’epoca da importanti urbanisti come Giovanni Astengo, Marco Romano e Bruno Zevi – la Lega dei Comuni Democratici, i cui esponenti erano professionisti, amministratori locali socialisti e comunisti come Luigi Piccinato e Giulio Redaelli e, infine, l’apparato dello Stato del Ministero dei Lavori Pubblici, del quale all’epoca Michele Martuscelli era a capo della Direzione Generale Urbanistica.

In questo senso, l’attività parlamentare di Achilli costituisce la sintesi di questi tre ambiti, la forte preparazione legislativa e tecnica – data dai tanti anni di attività professionale al fianco di Guido Canella – l’impegno nell’università, il dialogo con l’INU e la militanza nel PSI rappresentano forse il motivo per cui la sua azione politica risultò efficace e determinante all’approvazione delle importanti riforme citate.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La politica urbanistica dell’Italia repubblicana

Pagina 2: La Legge Ponte e le norme sulla disciplina urbanistica

Pagina 3: Michele Achilli e la questione urbanistica


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Nato a Brescia nel 1994, ha conseguito la Laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. Ha vissuto in Corea del Sud dove ha lavorato per il City Architect di Seoul Seung H-Sang. Successivamente ha svolto il tirocinio Schuman presso il Segretariato Generale del Parlamento Europeo a Bruxelles.

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