Eric Joyce, eroe involontario del socialismo alcolico-(TRed)

Da TRed:

Festeggiamo i nostri sette anni raccontando una piccola storia di socialismo ed alcolismo1

Eric Stuart Joyce è deputato laburista dal 2000, quando vinse le elezioni suppletive del suo collegio in Scozia, battendo di settecento voti lo Scottish National Party. La sua carriera parlamentare non ha nulla di eccezionale2, tralasciando il record di rimborsi spese nel 2005/2006 e una buffa ostilità per il gaelico scozzese.

Ma la sera del 22 febbraio 2012 entra, come spesso accade, allo Stranger’s Bar, uno dei bar del parlamento3, e ne esce in stato di arresto. Ha tirato una testata e un cartone a un deputato Conservatore, dopo aver colpito un suo collega laburista che cercava di tenerlo fermo. Due consiglieri conservatori che tentano di fermarlo vengono colpiti anche loro: una testata e un pugno. Altri due deputati conservatori ne prendono un po’ cercando di calmarlo. La finestra di una porta viene distrutta mentre Eric Joyce cerca di resistere all’arresto4.

Eric Joyce annuncia le dimissioni dal partito e che non si ricandiderà alle elezioni, tre anni più tardi. Si apre quindi il processo di selezione di un nuovo candidato laburista per quel collegio, che, semplificando, prevede un voto da parte di tutte le organizzazioni laburiste del collegio: partito, sindacati, società e fondazioni collegate.

Ma la destra del partito è ancora incazzata per le ultime elezioni della leadership: Ed Miliband, che ha perso nei confronti di suo fratello tra iscritti ed eletti, è riuscito a vincerle per un soffio grazie ai voti dei sindacati. Cercano lo scandalo e lo trovano. La sezione locale del Labour viene commissariata a giugno 2013 perché si sospetta che i sindacati si siano comprati un pacchetto di tessere.

Ed Miliband, come un Bersani britannico, è costretto a riformare la democrazia interna per far contenta la destra. Tra le varie novità, sparisce il voto ponderato per l’elezione del leader: i voti di iscritti al partito, iscritti alle società affiliate (sindacati inclusi) ed eletti conteranno uguale. Il voto viene inoltre esteso agli elettori registrati5, che nei sogni della destra interna dovrebbero essere parte del ceto medio riflessivo di città, blairiano per nascita.

Il resto della storia è noto. Ed Miliband perde le elezioni6 e si dimette, aprendo così la prima elezione della leadership con le nuove regole. Il voto per gli elettori non iscritti costa solo 3 sterline7: il partito ha bisogno di rilegittimarsi, cosa c’è di meglio di un bagno di folla?

Superato l’ostacolo delle firme8, con deputati che firmano per pietà o per calcolo politico e se ne pentono pubblicamente subito dopo, Jeremy Corbyn si trova davanti le elezioni più contendibili della storia del Labour: il suo messaggio funziona tra elettori delusi ed iscritti affranti, alcuni dei quali si iscrivono al partito solo per sostenerlo. Non è difficile capirli: il Labour ha appena ordinato ai suoi deputati di astenersi sui tagli al welfare proposti dai Conservatori. Troppo rischioso prendere una posizione, con alcuni candidati alla leadership che si dicono favorevoli. Qualche dissidente vota contro, Corbyn è tra loro, seguito da altri laburisti che lo sostengono o lo sosterranno. Il partito e gli altri candidati provano a reagire a questa ondata, ma è ormai troppo tardi. Jeremy Corbyn ha molti più voti tra iscritti ed elettori registrati che tra gli eletti ed è l’unica cosa che conta ora. È un trionfo.

Stiamo implicando che Corbyn ha vinto perché Eric Joyce si è tirato marcio nero? Assolutamente no. Ma il nostro eroe involontario ha messo in moto una catena di eventi che hanno creato un’occasione imprevista, e Jeremy era nel posto giusto e nel momento giusto per sfruttarla.

E forse il nostro Eric Joyce si sta sedendo ora ad un bar di Roma e sta per ordinare la prima birra. Siamo pronti?


  1. No, non ho un problema. Sì, è normale bere a pranzo. ↩︎
  2. Ordinario deputato laburista ai tempi di Blair, nessun incarico ministeriale, un solo moto di coscienza: si dimette da segretario parlamentare di un ministro in protesta contro la guerra in Afghanistan, otto anni dopo il suo inizio. ↩︎
  3. Sì, il Parlamento britannico ha otto bar e tutti hanno una campana che avvisa i deputati quando la Camera sta votando. ↩︎
  4. Se la cava con 4400 sterline e un braccialetto elettronico (che tenterà di rompere, cosa che gli costa altre 600 sterline). Nel 2013 gli viene vietato di comprare alcolici in tutto il Palazzo di Westminster, dopo aver menato due poliziotti ad un karaoke party in uno dei bar. ↩︎
  5. Diversamente dalle primarie all’italiana, l’elettore deve iscriversi in anticipo, pagare anche ben più di due euro e il partito può rifiutarne l’iscrizione, come è successo a diversi sostenitori di Corbyn che nei quattro anni precedenti hanno twittato sostegno ai Verdi. ↩︎
  6. L’SNP vince il seggio del nostro Eric Joyce. Rip. ↩︎
  7. Nel 2016, imparata la lezione, 25 sterline. ↩︎
  8. Altra magistrale botta di culo di Corbyn. ↩︎

Comments are closed.