Ant e dintorni. Le piattaforme digitali asiatiche
- 25 Gennaio 2021

Ant e dintorni. Le piattaforme digitali asiatiche

Scritto da Alessandro Aresu

10 minuti di lettura

Il blocco della quotazione di Ant Group è stato uno degli eventi più importanti del 2020, perché ha messo in luce il ruolo politico delle piattaforme asiatiche. Un ruolo che in Cina è evidente sul piano interno, nei rapporti del Partito Comunista Cinese con i campioni del proprio territorio e con imprenditori in cerca di (impossibile) autonomia. Allo stesso tempo, come vedremo, la politica delle piattaforme in Asia è fondamentale anche sul piano esterno. La percezione degli attori digitali cinesi nell’estero vicino è fondamentale per la loro crescita, e le limitazioni sull’accesso ai mercati e i divieti…

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Alessandro Aresu

Consigliere scientifico di «Limes», Direttore scientifico della Scuola di Politiche e Investment Director Deep Tech della Fondazione Enea Tech. Si è laureato in filosofia del diritto con Guido Rossi all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, dove è stato anche allievo di Enzo Bianchi e Massimo Cacciari. È stato consulente e consigliere di diverse Istituzioni, tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Agenzia Spaziale Italiana. Tra le sue ultime pubblicazioni: “Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina” (La Nave di Teseo 2020) e “L’interesse nazionale. La bussola dell’Italia” (con L. Gori, il Mulino 2018).

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