L’intelligence: una storia di frontiere
- 21 Maggio 2021

L’intelligence: una storia di frontiere

Scritto da Mario Caligiuri

7 minuti di lettura

L’intelligence potrebbe essere considerata la scienza del futuro, in quanto punto di incontro della conoscenza, indispensabile per interpretare la realtà. Pertanto, è necessario individuare i dati rilevanti nella dismisura delle informazioni in cui siamo immersi. Per essere compresa, l’intelligence deve essere però interpretata nella sua autentica natura, che è quella culturale. Ed è in tale contesto che si registra la modificazione del termine: da conoscenza del passato la cultura si è progressivamente trasformata in capacità di anticipare l’avvenire. Sotto questo profilo, le frontiere dell’intelligence sono particolarmente mobili, in quanto nell’infosfera le certezze del passato non reggono più:…

Questo contenuto è disponibile solo per gli utenti abbonati

Scritto da
Mario Caligiuri

Professore ordinario di Pedagogia della comunicazione all’Università della Calabria e Presidente della Società Italiana di Intelligence. Tra le sue ultime pubblicazioni: “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei paesi senza democrazia” (con G. Galli, 2020), “Intelligence studies. Un’analisi comparata tra l’Italia e il mondo anglo-americano” (con G. Pili, 2020), “Quantum Intelligence. Le nuove frontiere dell’informazione per Stati, aziende e persone” (con L. Rucco, 2020) e “Giulio Andreotti e l’intelligence. La guerra fredda in Italia e nel mondo” (a cura di, 2021) tutti editi da Rubbettino. È autore della voce «Intelligence» nella X Appendice della Enciclopedia Italiana, edita dalla Treccani.

Abbonati ora

Seguici