Le speranze di Prometeo
- 20 Giugno 2022

Le speranze di Prometeo

Scritto da Ivano Dionigi

13 minuti di lettura

C’è una parola chiave per entrare nel mondo classico: è la parola greca tèleios. Tèlos significa “il fine”, “il termine”; tèleios ha il duplice significato di “finito” e “perfezionato”, è “ciò che è portato a termine”, “portato a compimento”. È una parola simbolo della classicità. Ve n’è un’altra imparentata con questo aggettivo, che è kyklikòs, da kýklos, “cerchio”, ossia “circolare”, “ciclico”, che rinvia al cerchio, ritenuto la realtà più meravigliosa da Aristotele e la figura più perfetta da Filone, perché nel cerchio inizio e fine coincidono. Quando volevano indicare qualcosa di perfetto, come il cosmo, come l’anima,…

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Ivano Dionigi

Professore Alma Mater, già Professore ordinario di letteratura Latina all’Università di Bologna. È stato Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna dal 2009 al 2015. Presidente della Pontificia Accademia di Latinità, fondatore e direttore del Centro studi “La permanenza del classico”. Tra le sue numerose pubblicazioni: “Benedetta parola. La rivincita del tempo” (il Mulino 2022), “Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno” (Laterza 2020), “Parole che allungano la vita. Pensieri per il nostro tempo” (Raffaello Cortina Editore 2020), “Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza” (Solferino 2019), “Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi” (Laterza 2018) e “Il presente non basta. La lezione del latino” (Mondadori 2016).

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