Negli anni Settanta Gino Giugni ha ricoperto un ruolo chiave nella stesura dello Statuto dei lavoratori e nella riflessione sulla democrazia industriale.
Mattia Santori apre una serie di interviste che approfondiranno il ruolo dei movimenti e del sistema dei partiti e i rapporti tra politica e antipolitica.
“Popolo chi?” ci aiuta a ripensare le «classi popolari» in uno scenario molto più complesso di quello dipinto nelle narrazioni mainstream.
La questione della «barbarie ritornata» si rivela il terreno più fertile per dialogare con Vico sul disagio della contemporaneità.
Giovanni Orsina analizza il ruolo della piazza e dei movimenti nel panorama politico contemporaneo, caratterizzato dalla fragilità dei partiti.
Politica e movimenti. Gianluca Passarelli analizza la situazione politica e il fenomeno delle sardine per capirne peculiarità, potenzialità e limiti.
Laura Pennacchi invita a costruire una “teoria dei valori” e un “quadro di possibilità delle idealità” sottraendoli all'esclusività della sfera privata.
Éric Sadin esama i presupposti per evitare che lo stesso strumento che può garantirci prosperità e sviluppo si tramuti in macchinario di oppressione.
Il “progetto editoriale” di Giorgio La Malfa su John Maynard Keynes è una delle grandi imprese culturali italiane del nostro tempo.
Costruire una nuova sfera pubblica significa, in definitiva, creare uno spazio dove sia possibile mettere a tema le principali fratture del nostro tempo.
Yves Mény offre una riflessione sulla crisi della democrazia liberale, colta dalla prospettiva del “popolo”, la sua chimera più fruttuosa e problematica.
Emanuele Felice in “Il Sud, l’Italia e l’Europa” propone una preziosa lettura sia dei problemi storici dell’Italia che di quelli più recenti.
Per Pombeni è tempo di rivendicare una funzione alta della buona politica come arte del possibile e riconoscimento di una «comunità di destini».
Christian Blasberg ripercorre la storia della sinistra europea e dei suoi partiti alle prese con la nuova sfida delle forze populiste e con antichi problemi
La parola antipolitica è estremamente presente nel dibattito pubblico ed è stata assunta da alcuni a precario fundamentum divisionis della vita politica.