Il governo più interessante d’Europa: la situazione greca – seconda parte

Continua da: Il governo più interessante d’Europa: la situazione greca – prima parte

To Potami

Potami è il partito più giovane fra quelli che siedono nel Parlamento. Fondato il 26 Febbraio 2014 dal giornalista ed ex-presentatore televisivo Stavros Theodorakis, fa parte del gruppo S&D (Socialisti e Democratici). È un partito centrista vagamente socio-liberale e strenuamente europeista, ma dentro questo europeismo ci trova un po’ di tutto. In effetti Potami non si è presentata a queste elezioni con un chiaro programma politico come hanno fatto Nuova Democrazia e Syriza (col famoso manifesto di Salonicco). Theodorakis ha infatti annunciato il suo programma politico solo il giorno successivo alle elezioni, in occasione delle consultazioni parlamentari1. Dopotutto questo partito si regge soprattutto sul volto e sulla popolarità del suo leader e fondatore. Qualche cenno biografico è pertanto d’uopo: Stavros Theodorakis ha cominciato la sua carriera giornalistica a soli 21 anni in alcune importanti emittenti grece e scrivendo per il giornale Eleftherotypia, giornale d’opinione vicino alle sinistre socialdemocratiche, di proprietà di un imprenditore di sinistra. Per un paio di anni, fra ’85 e ‘87, si dedica ad attività di insegnamento presso le comunità rom. Nel 2000 approda della TV pubblica con un suo programma, “Protagonisti”, finché nel 2006 non passa a Mega Channel, popolare emittente privata e tendenzialmente pro-austerity2. Una volta a settimana scrive inoltre editoriali per Ta Nea, quotidiano tradizionalmente vicino al PASOK. Ha dichiarato che con il suo movimento vuole cercare di dare impulso a un “nuovo movimento di sinistra in Europa”3. Come detto, è difficile individuare la posizione di Potami lungo lo spettro politico. In questo partito sono confluiti molti esuli dai moribondi PASOK e di DIMAR (Sinistra Democratica, alleato di governo di ND e PASOK fino alla chiusura della rete televisiva pubblica ERT), il che, unito al passato del suo fondatore, amplifica la percezione di Potami come partito collocato fra il centro e il centrosinistra. Il 5 Gennaio 2015 però Potami ha annunciato un’alleanza elettorale con il piccolo partito liberale Drasi (letteralmente, “azione”), i membri del quale sono stati inseriti nelle liste di Potami4. Drasi è un piccolo partito a favore del governo minimo, della riduzione della spesa pubblica e della privatizzazione di enti e proprietà pubbliche, i cui proventi verrebbero utilizzati per ripagare il debito5. Drasi è molto sensibile agli interessi dei grandi imprenditori e della finanza greca e questo suo allineamento è molto ben definito e rimarcato dai media greci e internazionali6. Se vi interessa, qui potete trovare un’intervista dello Spiegal in cui il leader di Drasi e un’esponente di Syriza rispondono alle stesse domande. È proprio grazie a Drasi, membro a pieno titolo dell’ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa), che Guy Verhofstadt ha pubblicamente sostenuto Potami in queste ultime elezioni, dal momento che le sue liste ospitavano anche molti esponenti dell’alleato liberale.

Ulteriori critiche a Potami riguardano la sua nascita e i suoi finanziamenti. Pare infatti che il partito abbia goduto del sostegno della famiglia Bobolas, protagonista del mondo degli appalti pubblici, e da vari media mainstream fra i quali proprio Mega Channel, l’emittente privata pro-austerity di cui Theodorakis è stato dipendente7. Questa critiche offuscano l’importanza dell’impegno preso da Theodorakis e Potami nella lotta contro la corruzione e li rendono ancora più indesiderabili come alleati di Tsipras, il quale ha invece dichiarato di voler rompere “il triangolo intessuto fra partiti politici, oligarchia economica e banche”8.

Il punto di conflitto irrimediabile fra Potami e Syriza è però la posizione relativa alla Troika. Potami non è mai stata anti-Troika, al punto che preferisce definirsi un partito “post-bailout”9, come se il bailout fosse ormai una costante legata ad un passato immodificabile, ed è quindi per principio esclusa dalla già citata intesa anti-memorandum che Tsipras vorrebbe creare. Su politica economica e diritti sociali, Potami è l’opposto di Syriza e combatte per obbiettivi opposti e contrari a quelli per i quali Syriza ha condotto la sua campagna elettorale. Infatti Potami ha pubblicamente sostenuto una riduzione ulteriore delle assicurazioni sociali ed un’apertura alle privatizzazioni nel settore educativo10. Un’alleanza fra Syriza e Potami avrebbe magari provocato il benevolo compiacimento di tanti illustri osservatori nostrani e avrebbe fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti gli inflessibili guardiani dell’austerity11, ma avrebbe significato che Syriza suonava la ritirata strategica sul fronte socio-economico proprio il giorno dopo le elezioni. Più moderazione nelle trattative in Europa, in continuità coi col governo precedente, niente riassunzione dei lavoratori congedati, niente stop alla privatizzazione del Pireo, la solita fallimentare e fallita ortodossia economica e anche l’aumento del salario minimo avrebbe incontrato parecchi problemi. E questo i greci lo sapevano benissimo, da mesi, come abbiamo detto già molte volte.

 

Continua: Il governo più interessante d’Europa: la situazione greca – terza parte


1 https://theirategreek.wordpress.com/2015/01/26/strange-bedfellows/

2 Ibidem

6 Ibidem

10 “The party presented 21 theses to the public which envisage a further reduction of income for social insurance providers, as well as opening up the education sector to private investors”. http://www.transform-network.net/blog/blog-2015/news/detail/Blog/the-greek-election-and-the-day-after.html

Classe 1992, nato a L'Aquila, vive a Roma. Laureato in International Relations, dipartimento di Scienze Politiche LUISS, con 110 e lode.

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