Il partito clientelare: il caso Molise

Il clientelismo nasce come una forma di interazione tipica della società tradizionali soprattutto in quelle dove la deferenza culturale e le diseguaglianze economiche risultano evidenti tanto da diventare condizioni necessarie per lo sviluppo di esso. Un tipico esempio di società tradizionale era quella romana dove non solo nei tempi più antichi della Repubblica ma anche in epoca più tarda continuerà a prevalere una economia volta più all’autoconsumo che non allo scambio. Etimologicamente cliente deriva dal latino clientes che indica gli individui di status inferiore che nell’antica Roma venivano protetti e aiutati economicamente da un patronus, un individuo di rango più elevato. Il partito clientelare si basa sulla rappresentanza di interessi individuali di breve periodo attraverso la distribuzione di favori e prebende. I notabili usano il loro denaro e il loro prestigio per costruirsi delle reti di protetti e per controllare i cittadini. Un vero e proprio modello di partito clientelare lo ritroviamo oggi soprattutto nel Mezzogiorno e nel caso più specifico in minuscole regioni come il Molise dove il tutto gravita intorno alla figura di bosses locali. Un boss alle cui dipendenze ci sono dei segretari di sezione che controllano una rete di capitessera che a loro volta controllano capifamiglia o capicaseggiato.

Un sistema clientelare che in Molise nel tempo ha prodotto un enorme sperpero di risorse pubbliche senza generare nessuna nuova risorsa economica se non la divisione di quelle già presenti nel sistema. Di volta in volta il boss locale ricambiava la fedeltà degli elettori con posti di lavoro negli enti pubblici o nomine nei consigli di amministrazione. La comunione di interessi invece che di ideologie ha generato nel tempo rapporti “freddi” e “conflittuali” tra i dirigenti di partito che hanno cominciato a costruirsi “clientele in proprio” entrando in competizione con gli appartenenti allo stesso partito. Hegel non a caso diceva che il mondo degli interessi è il mondo della frammentazione in cui individui si combattono.

Nel Mezzogiorno le federazioni locali della Dc divennero la massima espressione del partito clientelare di massa. Un buon numero di notabili democristiani per lo più Sottosegretari di Stato ebbero carta bianca per gestire nelle loro province di origine un sistema di patronage attraverso la distribuzione di lavori, favori e prebende. I principali leader meridionali della seconda generazione (Aldo Moro, Emilio Colombo, Silvio Gava, Bernardo Mattarella) furono tutti Sottosegretari di Stato nei vari governi De Gasperi tra il 1948 e il 1953 tanto da far nascere il sistema clientelare dei boss del Mezzogiorno come lo definì Percy Allum.

Oggi però si assiste ad una nuova evoluzione del clientelismo tanto da passare da un clientelismo di notabili a un clientelismo di partito così come sostenuto dalla politologa Donatella Della Porta dove le relazioni non sono più diadiche, attraverso uno scambio a due tra il potente locale (boss) e il cliente bensì poliadiche che vedono i partiti nel ruolo di patronus e le organizzazioni degli interessi nel ruolo di clientes.

Il partito clientelare si è sostituito al partito ideologico. In tutto il Mezzogiorno non c’è stata però una fine delle ideologie politiche bensì l’affermarsi di un nuovo tipo di ideologia quella economicistica e privatistica. I rappresentati politici cercano di interpretare l’attualità di momento in momento cambiando continuamente versione dovendo rispondere alla mutevole sensibilità dell’opinione pubblica. Il declino della politica e della sua funzione di creare unità dal gruppo si ripercuote anche sulla cittadinanza sempre più presa dall’interesse personalistico ponendo fine al bene comune.

Tutto ciò sta generando nuove forme di appartenenza, fenomeni di aggregazioni basati sul localismo (vedi i vari Forum o Comitati). Aggregazioni che rifiutano la vecchia organizzazione della politica e il suo apparato di dominio. C’è quindi la necessità di abbandonare le vecchie abitudini clientelari attraverso un serio ed adeguato rinnovo della classe dirigente.

Dal Rapporto Mezzogiorno Futuro Prossimo (Napoli 2020) a cui ho collaborato insieme ad un pool di esperti guidati dal prof. Paolo Savona, Massimo Lo Cicero e Domenico De Masi è evidente la necessità di creare una Scuola di Formazione della classe dirigente meridionale accanto alla creazione di un centro di analisi, proposta e verifica del buon funzionamento del credito bancario e finanziario meridionale finalizzato al sostegno dell’attività produttiva nel Mezzogiorno.

Ancora una volta ci viene d’aiuto il caso Molise dove appare evidente come la classe politica non punti a creare nuova ricchezza ma piuttosto si preoccupa della distribuzione della ricchezza che si ha a disposizione ovviamente gestendola spesso in modo iniquo in un sistema “chiuso” e ristretto a pochi. Invece si avverte la necessità di elaborare un parco progetti che chiuda in rete tutti i servizi del Mezzogiorno con il resto d’Italia e d’Europa e collochi la società e l’economia meridionale in un sistema “aperto”. Un bisogno necessario per abbattere le diseconomie esterne all’operare nel Mezzogiorno. Certamente i componenti delle élite modernizzanti che penetrano nelle società locali dovrebbero considerare la stessa società locale come un imprescindibile dato di partenza per uno sviluppo intelligente e integrato. E’ evidente comunque che la modernità stessa propizia a volte il persistere del clientelismo offrendo alle sue élite (spesso in contrasto) un instrumentum regni efficace per un periodo a breve termine.


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Nato a Campobasso nel 1980. Consigliere nazionale FNSI, giornalista pubblicista e blogger de Il Fatto Quotidiano, Huffington Post, Limes, Lettera 43, QN. Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali alla Sapienza di Roma indirizzo storico-politico, Master in Geopolitica alla SIOI. Cultore della materia in Storia Contemporanea e Diritti dell'Uomo e Globalizzazione presso l'Università del Molise. Dirige la Scuola di Scienza Politica del Molise, scuola di formazione politica nata nel 2014.

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