Il Socialismo Municipale in Europa tra XIX e XX secolo

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La nascita e l’affermazione del “socialismo municipale” tra XIX e XX in Europa rappresenta una fase di particolare interesse nel tentativo di individuare casi di esperienze politiche, in questo caso locali, sottendenti un ragionamento teorico generale applicato pragmaticamente alla situazione reale e un primo momento di riflessione sui limiti del sistema democratico, le sue possibilità di evoluzione in senso progressista e l’utilizzo del potere da parte dei partiti della Sinistra per realizzare un programma di riforme sociali.

Da un punto di vista prettamente teorico, partendo dal peculiare caso del socialismo italiano, si assiste nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nei primi due del Novecento a una caratterizzazione in senso socialista del concetto di “municipalizzazione”, ovvero l’acquisizione da parte del comune di prerogative di governo del territorio organizzate in vere e proprie aziende. La tendenza municipalizzatrice, già diffusa in precedenza, assume così una connotazione politica e di classe, non più quindi semplicemente amministrativa, e l’esercizio diretto dei servizi diviene strumento per la realizzazione di istanze proprie del movimento operaio. In questo modo, il comune diviene “ente economico” e risponde sempre più ai crescenti bisogni che si affermano tra i cittadini degli strati sociali più bassi. Ma questa risposta non è soltanto un risvolto istituzionale della dinamica delle aspettative sociali, ma anche un risvolto produttivo e di reddito collettivo, che si unisce a una politica fiscale redistributiva, consentendo l’avvio di una politica di spesa per fini sociali sostenuta anche dagli utili creati dalle imprese municipalizzate[1].

L’esperienza di governo economico municipale si connota in questo modo di tendenze più generali. Esiste anche un filone di ricerca, che non può essere adeguatamente riassunto in questo contesto, sul “sistema economico localistico” che ribadisce l’importanza delle culture politiche territoriali come strumento di difesa delle società locali dai mutamenti indotti dal mercato e in quanto promotrici di attività economico-sociali volte a regolamentare e mediare il rapporto tra mercato e consuetudini sociali. Si verrebbe a creare un virtuoso equilibrio tra modernità e tradizione[2].

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Indice dell’articolo

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Pagina 2: Il socialismo italiano e “teoria della municipalizzazione”

Pagina 3: Il socialismo municipale in Europa


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26 anni, milanese, è laureato in storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Milano. Nel corso degli studi ha approfondito in particolare la storia del socialismo italiano. Membro della direzione regionale lombarda del Partito Democratico e segretario del Circolo Milano Futura, fa parte del gruppo di giovani ricercatori della FEPS (la fondazione di studi del PSE), del comitato scientifico della Scuola di Formazione Politica ALISEI e collabora con riviste e blog di analisi politica. Su twitter: @angeloturcomi

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