Scritto da Daniele Valli
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Le difficoltà, i metodi e i luoghi delle relazioni interculturali sono problematiche che hanno da sempre, nel tempo, accompagnato l’uomo. In ogni epoca della storia di cui abbiamo testimonianze possiamo individuare con facilità momenti di contatto, più o meno riusciti, fra culture diverse, trascorsi con maggiore o minore consapevolezza dei contemporanei.
È certamente inutile sottolineare come anche nei nostri anni tali vicende siano di primo piano nello svolgersi dei rapporti internazionali. Tuttavia, in modo quasi inedito, oggi esse esercitano un ruolo sempre più pressante nell’opinione pubblica. Il terrorismo islamico, lo stravolgente fenomeno dell’IS, unito alla questione dei richiedenti asilo e ai numerosi e drammatici episodi di cronaca di guerra provenienti dal Medio Oriente hanno acceso e portato la discussione sui rapporti con le culture islamiche nei bar sportivi, nelle tavole da pranzo, sui social network.
Ci si domanda, infatti, come e in quale misura debba avvenire il dialogo con il mondo musulmano, se sia opportuno o non lo sia, se sia necessario o sia evitabile. Del resto, così come non rappresentano novità questi temi, non sono affatto nuovi nemmeno questi interrogativi, e non dobbiamo faticare per trovare personaggi di altre epoche porsi, in contesti storici lontani, i medesimi dubbi.
Pietro Abelardo è vissuto nei secoli XI e XII. Intellettuale europeo del basso medioevo, ha conosciuto gli anni in cui la tensione culturale e religiosa scintillava, all’esterno e all’interno della cristianità. Non soltanto, infatti, la minaccia islamica intimoriva l’occidente cristiano, ma le dispute intorno alla corretta interpretazione delle Sacre Scritture infiammavano il ceto colto europeo, dando luogo a spietate battaglie dottrinali, che egli stesso soffrì sulla propria pelle.
Nella sua ampissima riflessione, si è occupato di rispondere ai quesiti che tali vicende ponevano, offrendo soluzioni incredibilmente coraggiose e fuori coro. In anni in cui l’idea di tolleranza certamente non primeggiava, fu condottiero di soluzioni di dialogo, di soluzioni in cui il rispetto e l’apertura verso la diversità trovano un inedito posto d’onore.
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Indice dell’articolo
Pagina corrente: L’eterna questione del rapporto fra culture
Pagina 2: Abelardo: il Dialogo e la tolleranza
Pagina 3: Dal basso medioevo ad oggi