L’Agenda 2030 e gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

L’Agenda 2030 e gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

Nel settembre del 2015 i rappresentanti di 193 paesi, riuniti presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, hanno approvato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, una risoluzione con cui si sono impegnati a perseguire, entro il 2030, 17 ambiziosi obiettivi (i cosiddetti Sustainable Development Goals o SDG) per il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di persone in tutto il mondo. Nel momento in cui scadeva il termine per il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la comunità internazionale si andava così dotando di un nuovo e più dettagliato piano di azione che, sulla base della passata esperienza, potesse ispirare il suo operato per la costruzione di un mondo più equo e inclusivo.

Ma quali e quanti progressi sono stati fatti fino al 2015 e in quale aree è ancora necessario intervenire? A rispondere ci aiuta la Figura 1, che mostra il miglioramento di alcuni indicatori di sviluppo tra il 1990 – o il 2000 per quanto riguarda la malnutrizione e l’accesso all’acqua potabile – e le ultime rilevazioni disponibili. Si può vedere come la povertà estrema nel mondo si sia ridotta di oltre i due terzi e il tasso di mortalità sotto i 5 anni di oltre la metà; come l’incidenza della malnutrizione sia diminuita e come l’accesso all’acqua potabile sia stato ampliato

 

sviluppo sostenibile

Figura 1 – Indicatori di sviluppo selezionati, dati Banca Mondiale

 

Ma la Figura 1 ci dice anche che le persone più vulnerabili sono ancora oggi lasciate indietro e condannate ad un’esistenza molto difficile. Nonostante i notevoli progressi, infatti, nel mondo ci sono ancora 783 milioni di persone che vivono al di sotto della linea internazionale della povertà estrema e, secondo i dati del Rapporto per lo Sviluppo Sostenibile del 2018, l’11% della popolazione mondiale è malnutrita. Similmente, nei contesti più sfortunati è necessario compiere grandi passi in avanti per quanto riguarda l’accesso ad acqua potabile e servizi igienici e per la tutela della salute in tutte le diverse fasce d’età.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, dunque, è lo strumento con cui, sulla base dei passati successi e fallimenti, i paesi di tutto il mondo si sono impegnati a promuovere le esigenze dei più deboli senza tralasciare alcune sfide più marcatamente globali. Nel preambolo della risoluzione che prende il suo nome, i leader mondiali la definiscono un “programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità” e individuano il suo obiettivo prioritario nella sconfitta della povertà in tutte le sue forme e dimensioni. Altri impegni sono quelli di garantire a tutti assistenza sanitaria ed educazione di qualità, favorire l’emancipazione femminile e la concreta uguaglianza di genere, ridurre la disuguaglianza all’interno e fra le nazioni; contrastare il cambiamento climatico, preservare l’ecosistema terrestre, assicurare a tutti l’accesso ad acqua e sistemi energetici; promuovere la pace, favorire un’industrializzazione e una crescita economica equa e sostenibile e, infine, rinnovare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.

Mentre gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio erano rivolti prevalentemente a migliorare le condizioni economiche e di salute all’interno dei contesti più svantaggiati, i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, articolati in ben 169 traguardi, mirano a promuovere un concetto di sviluppo più ampio e applicabile trasversalmente in tutti i paesi.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Pagina 2: Il concetto di sviluppo sostenibile

Pagina 3: Implementazione: cosa è stato fatto e l’importanza della volontà politica


Crediti immagine: da United Nations [Public domain], attraverso Wikimedia Commons


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Ha conseguito nel 2018 la laurea in Economia politica presso l'Università La Sapienza di Roma. I suoi interessi riguardano le disuguaglianze e le politiche in grado di fronteggiarle efficacemente.

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