Da Marx a Mark: la filosofia della storia ai tempi di Facebook

Facebook

Questo articolo è stato scritto originariamente in inglese dall’autore, con il titolo From Marx to Mark: Philosophy of History in the Age of Facebook. Qui vi proponiamo la traduzione. La versione originale è consultabile a questo indirizzo.


Da Marx a Mark. Secondo il fondatore di Facebook, la storia non è più storia di lotte di classe. Lo è stata, ai tempi dell’occidente imperialista, dell’industria del carbone e dell’architettura del ferro. Oggi, ai tempi della crisi economica, del mondo senza centro, dell’informatica e dei social network, la storia è diventata altro.

I filosofi gettavano sguardi sulla storia universale e offrivano interpretazioni complessive del suo sviluppo: filosofie della storia. I filosofi erano immancabilmente al centro, se non al culmine, della storia stessa. Oggi, nel mondo plurale e senza egemonia occidentale, all’avvento della quarta rivoluzione industriale, dell’abolizione dello spazio e della continua accelerazione, l’occidente ha trovato altri profeti. Ai seriosi ritratti di un Hegel o alla barbuta espressione di un Marx si è sostituita la glabra babyface di uno Zuckerberg. “Zuck” per gli amici.

In un post pubblicato di recente il CEO di Facebook racconta la sua visione per il futuro della sua azienda. In questo contesto, Zuck si lancia in una sorta di filosofia della storia: offre una interpretazione complessiva sullo sviluppo della storia umana.

History is the story of how we’ve learned to come together in ever greater numbers — from tribes to cities to nations. At each step, we built social infrastructure like communities, media and governments to empower us to achieve things we couldn’t on our own. 

Today we are close to taking our next step. Our greatest opportunities are now global — like spreading prosperity and freedom, promoting peace and understanding, lifting people out of poverty, and accelerating science. Our greatest challenges also need global responses — like ending terrorism, fighting climate change, and preventing pandemics. Progress now requires humanity coming together not just as cities or nations, but also as a global community.

This is especially important right now. Facebook stands for bringing us closer together and building a global community. […] In times like these, the most important thing we at Facebook can do is develop the social infrastructure to give people the power to build a global community that works for all of us.

La storia dell’umanità è interpretata come uno sviluppo progressivo di infrastrutture sociali sempre più grandi e complesse. Si tratta di una piccola (ma autentica) filosofia della storia dalla quale i social network emergono come il risultato finale dello sviluppo storico. È una tesi peculiare che vale la pena di essere osservata più da vicino. Secondo Zuck, l’obiettivo di questo tipo di sviluppo storico è un crescente grado di ricchezza e di libertà per tutti coloro che si uniscono alla comunità: «the purpose of any community is to bring people together to do things we couldn’t do on our own. To do this, we need ways to share new ideas and share enough common understanding to actually work together». Lo scopo di Facebook è presentato come quello di aiutare l’umanità nel suo percorso verso la creazione della prima comunità globale, guidando il suo sviluppo. Per facilitare questo processo, Zuck dichiara di volersi impegnare a promuovere comunità che siano supportive, safe, informed, civically-engaged e inclusive. Zuck fornisce molti dettagli su ognuno di questi punti. Se non hai tempo per leggere il testo, quello che segue è un breve riepilogo (altrimenti puoi saltare direttamente alla pagina 3).

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Filosofia della storia ai tempi di Facebook

Pagina 2: Global community

Pagina 3: Falsa disintermediazione

Pagina 4: Facebook e accountability


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Classe '91. Laureato in Scienze Filosofiche al Collegio Superiore di Bologna. Al momento è PhD candidate in Storia presso l'Università di Cambridge, Pembroke College. Appassionato di meccanica, ciclismo e montagna, si interessa di storia economico-politca, Rinascimento e tecnologia.

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