“Il Front National da Jean-Marie a Marine Le Pen” di Nicola Genga
- 24 Aprile 2015

“Il Front National da Jean-Marie a Marine Le Pen” di Nicola Genga

Scritto da Paolo Furia

6 minuti di lettura

Recensione a: Nicola Genga, Il Front National da Jean-Marie a Marine Le Pen. La destra nazional-populista in Francia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2017, pp. 219, euro 15  (Scheda libro).


Studiare oggi il Front National non significa solo addentrarsi nella storia politica e culturale della Francia e ricostruirne le vicende salienti per inquadrarvi quelle specifiche di una formazione partitica di rilievo nazionale. L’importanza che il Front National sta acquisendo a livello continentale è certificata dai risultati elettorali delle ultime elezioni europee del 2014: il 24, 9% dei voti espressi, totalizzando così 24 seggi in Parlamento Europeo. La dimensione elettorale raggiunta dal partito della destra radicale francese, così come viene descritto da Nicola Genga, non è d’altronde l’unica ragione per farne un caso di studio e di analisi che oltrepassi i confini francesi. Attraverso l’esame analitico della storia e dei caratteri politologici, culturali e sociali del Front National, è possibile infatti riconoscere alcuni aspetti della trama generale dell’evoluzione delle destre in un’Europa segnata dalle paure e dalle disuguaglianze generate dai processi connessi alla globalizzazione. Il Front National presenta infatti qualche macroscopica analogia con altre forze nazionaliste, leghiste, populiste che, fatte salve le differenze specifiche che si rilevano di paese in paese, attecchiscono in Europa e assumono dimensioni sempre più rilevanti interpretando la reazione al “pensiero unico” neoliberale, architettura contemporaneamente concettuale, culturale e strictu sensu economica della globalizzazione. Ed è con questa consapevolezza che Nicola Genga sceglie come oggetto della propria ricerca il Front National. Consapevolezza che, d’altra parte, si abbina perfettamente con un rigore metodologico, una ricostruzione storica dettagliata e minuziosa, una problematicità nell’indagine teorica e nell’articolazione delle ipotesi interpretative che impediscono lo scadere in semplificazioni, banalizzazioni e riduzionismi. Raccontare il populismo e le trasformazioni della destra nell’Europa della moneta unica, del modello economico neoliberale e della globalizzazione significa confrontarsi con le svariate declinazioni che tali fenomeni hanno nei diversi paesi, segnati da storie politiche specifiche, portati culturali irriducibili, dinamiche sociali, economiche e mediatiche proprie e regole costituzionali ed elettorali differenti. Variabili, queste, che si combinano in maniera unica ed irripetibile per ciascuna forza politica. Dunque, se si può parlare dell’affermazione di diversi fenomeni connessi ed etichettabili tutti con la categoria di populismo, incrociandola con quella di destra (incrocio che peraltro occorre discutere e che il libro discute), la lezione di Genga vuole essere che tale generica affermazione appare giustificabile solo alla luce dell’approfondimento storico, metodologicamente fondato, analitico di casi studio.

L’approccio dell’autore presenta dunque l’attenzione propria dello storico per il particulare, non riducibile a categorie teoriche generali. Il tentativo è quello di cogliere ciò che rende il Front National non tanto e solo una manifestazione della destra e del populismo europeo, ma, al contrario, un evento politico specifico della Francia che trae nella storia francese le sue radici e che a sua volta contribuisce a costruire e a definire il quadro tutt’altro che omogeneo del populismo e della destra europea. In questa prospettiva di ricerca, le categorie teoriche come destra e sinistra, populismo, carisma sono solo delle costruzioni metodologiche idealtipiche, secondo la lezione di Weber: la loro validità sostantiva, la loro semantica, non è mai data una volta per tutte, ma dipende dal modo in cui esse vengono vissute e praticate nella storia. In altre parole, il caso Front National non viene semplicemente sussunto sotto le categorie di destra e populismo, ma, al contrario, le categorie di destra e di populismo possono essere ripensate a partire dalla presa in considerazione dello specifico uso che si fa di queste categorie nell’ambito della storia del Front National.

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Scritto da
Paolo Furia

Paolo Furia, da novembre 2017 è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione, cultore della materia in estetica e teoretica. È membro della Società Italiana di Estetica, fa parte del gruppo di ricerca Philosophy of che City e del Fonds Ricœur con sede a Parigi. Da dicembre 2018 è Segretario regionale del PD in Piemonte. Di recente ha pubblicato la monografia “Rifiuto, altrove, utopia. Una fenomenologia estetica del riconoscimento a partire da Paul Ricœur” - Mimesis Edizioni.

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