Scritto da Eleonora Barelli, Marco Becca, Ugo Becciani
4 minuti di lettura
Perché un Osservatorio sul supercalcolo
Come si fa a trasferire tecnologia se chi potrebbe beneficiarne non sa nemmeno che esiste? E come si governa un cambiamento tecnologico così rapido come quello dell’intelligenza artificiale che le organizzazioni, pubbliche e private, faticano a stargli dietro?
Sono le domande da cui nel 2023 è nato l’Osservatorio sulle tendenze e le applicazioni del Supercalcolo, come programma di ricerca del Centro Nazionale in High-Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, la cui missione è portare la ricerca verso il tessuto produttivo: from research to business.
Coordinato dalla Fondazione IFAB in partnership con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, il competence center BI-REX e Fondazione ASTRID, l’Osservatorio è nato come strumento per adempiere a questa missione, estendendo la portata del Centro Nazionale ben oltre i propri soci e immediati stakeholder.
1 Osservatorio, 5 direzioni di ricerca
Nei suoi primi tre anni di attività, la ricerca dell’Osservatorio si è mossa lungo cinque direzioni. Ha mappato le applicazioni dell’advanced computing in settori chiave, dalla medicina di precisione ai processi produttivi. Ha identificato tendenze, megatrend e segnali deboli rilevanti per l’evoluzione del supercalcolo e delle sue applicazioni. Ha elaborato scenari futuri alternativi per la competitività delle imprese italiane e per gli ecosistemi di innovazione. Ha supportato i decisori pubblici nell’elaborazione di policy tecnologiche e industriali. Ha formulato raccomandazioni per il potenziamento delle competenze sul supercalcolo, rivolte a chi progetta percorsi di formazione per ricercatori e professionisti.
Dalla Ricerca al Business: 250 casi d’uso in 14 report
Uno dei risultati più tangibili dell’Osservatorio è la raccolta di oltre 250 casi d’uso delle tecnologie abilitanti (tra cui calcolo parallelo, cloud, edge e quantum computing), raccontati in 14 report tematici.
La varietà degli ambiti è stata tanto ampia quanto intenzionale: accanto a domini storicamente vicini al supercalcolo – come la simulazione di nuovi materiali, la modellazione climatica o il fintech – l’Osservatorio ha esplorato territori meno mappati e più distanti dalle traiettorie del calcolo avanzato: dal marketing digitale all’agricoltura, dalla cybersecurity alle smart city. Altrettanto varia è la tipologia dei soggetti di cui si sono analizzati e portati i casi: grandi imprese, PMI, gruppi di ricerca già parte dell’ecosistema del Centro Nazionale ma anche startup e pubbliche amministrazioni.
Questi casi di applicazione del calcolo avanzato non sono rimasti sulla carta. L’Osservatorio ha organizzato 15 webinar live e 8 convegni sul territorio nazionale – Bologna, Napoli, Torino, Catania, Roma, Milano, Firenze e Bari – dando voce direttamente ai protagonisti della ricerca e dell’innovazione italiana: ricercatori, professionisti, imprenditori, sia della rete di ICSC sia esterni. Oltre 1.700 persone hanno partecipato, con una composizione che riflette l’ecosistema che il progetto voleva raggiungere: 35% università e ricerca, 22% grandi imprese, 14% PMI, 7% pubblica amministrazione.
Complessivamente, l’Osservatorio ha coinvolto oltre 300 organizzazioni diverse, tra casi d’uso, eventi e webinar, molte delle quali non facevano parte della rete originaria del Centro Nazionale. Cruciali per raggiungere questa ampiezza sono state le collaborazioni con competence center, altri centri nazionali e partenariati estesi, case delle tecnologie emergenti e associazioni di rappresentanza, che hanno portato a contatto con l’Osservatorio organizzazioni pubbliche e private su tutto il territorio nazionale.
Immaginare futuri, non prevederli: il metodo
Lo strumento metodologico cardine dell’Osservatorio è lo strategic foresight. A differenza del forecasting che proietta una singola traiettoria dal presente con margini di variazione quantitativi, lo strategic foresight parte dall’assunto che il futuro è molteplice: future is many, not one. Non si tratta dunque di prevedere quali saranno le evoluzioni delle tecnologie per il calcolo avanzato e le loro applicazioni di dettaglio, ma di immaginare futuri alternativi per prepararsi ad affrontarli.
L’Osservatorio ha applicato questa metodologia coinvolgendo oltre 40 opinion leader internazionali in workshop strutturati che hanno previsto l’analisi di megatrend e segnali deboli e la costruzione di scenari alternativi. Sono stati prodotti due studi originali: uno sugli scenari per le smart city italiane al 2035, e uno sulla competitività delle imprese nell’era dell’intelligenza artificiale. Quest’ultimo in particolare ha generato quattro scenari, costruiti incrociando competitività socioeconomica e sovranità tecnologica, da cui emergono tre considerazioni strategiche ricorrenti: l’incertezza sull’infrastruttura tecnologica europea, il ruolo dei quadri normativi nel favorire o frenare l’innovazione e la centralità dell’attrazione dei talenti. Temi tutti e tre chiave per il futuro del Centro Nazionale ICSC e degli ecosistemi di ricerca e innovazione italiani ed europei.
Dalle evidenze all’azione: raccomandazioni per policy e formazione
Le ricerche e le attività dell’Osservatorio sono confluite inoltre in due documenti di posizionamento. Il primo, Quali policy per le tecnologie strategiche del XXI secolo?, propone raccomandazioni ai decisori pubblici sul quadro normativo in materia di intelligenza artificiale, supercalcolo, Big Data e cloud. Realizzato in collaborazione con Fondazione ASTRID e l’Osservatorio sulle Dinamiche dell’Intelligenza Artificiale, è stato presentato a Roma nell’ottobre 2025 in un convegno con rappresentanti della Commissione Europea, della Presidenza del Consiglio, dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, dell’AgID, del Garante Privacy.
Il secondo, Le Big Ideas per la didattica dell’HPC, propone dieci idee-guida per l’insegnamento del supercalcolo e raccomandazioni per la progettazione di programmi formativi, a partire da un’indagine svolta sulle esigenze di ricercatori e professionisti.
Guardando avanti
Conclusa la fase PNRR, dal 2026 l’Osservatorio si istituzionalizza in due cantieri permanenti: la ICSC Think Factory e il ICSC Technology Compass.
La Think Factory riunisce un gruppo di ricerca multidisciplinare espressione della comunità ICSC, dedicato alla meta-analisi dei trend tecnologici e al policy advisory, con output che spaziano dai report scientifici ai documenti di raccomandazione per i decisori pubblici. Il Technology Compass è invece il programma annuale pensato per le imprese: nel 2026, focalizzato sull’Edge Computing, prevede tavoli di lavoro settoriali in cui le aziende contribuiscono direttamente alla ricerca e alla costruzione degli scenari.
Il passaggio dalla fase PNRR alla struttura permanente conferma ciò che l’esperienza ha mostrato: la sfida dell’accessibilità delle tecnologie avanzate, della costruzione di competenze diffuse e della formulazione di policy adeguate all’accelerazione del cambiamento è un tema chiave per i futuri di competitività del nostro Paese.