“Potere digitale” di Gabriele Giacomini

Giacomini

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Come internet sta cambiando la sfera pubblica

Scendendo nel dettaglio delle questioni affrontate da Giacomini nei capitoli centrali del suo libro, il terzo affronta il tema della “neointermediazione”, un concetto introdotto dallo studioso friulano a partire dal fenomeno della crisi degli intermediari tradizionali come i partiti e i giornalisti. Qui il volume discute criticamente il concetto di disintermediazione, ossia «la capacità di autorappresentarsi e comunicare in prima persona, superando la mediazione tradizionalmente svolta dai mezzi di comunicazione come i giornali, la radio e la televisione» (p. 87), messa poi in relazione con i conseguenti processi di re-intermediazione ampiamente investigati dalla letteratura scientifica (Davis et al. 2016), ma qui ridefiniti nei sensi di una neo-intermediazione prodotta e realizzata principalmente da quei nuovi soggetti digitali nati e cresciuti proprio grazie all’avvento e all’affermazione della rete come Facebook e Google.

Particolare attenzione è poi dedicata agli algoritmi sviluppati da queste grandi piattaforme del web e a come le scelte commerciali, e a loro modo anche politiche, alla loro base stiano oggi co-determinando i fenomeni studiati in Potere Digitale. La comprensione del funzionamento degli algoritmi e dei loro effetti politici (Trerè 2018) è forse uno dei temi maggiormente dibattuti dalla letteratura scientifica contemporanea. In questo volume, la trattazione di Giacomini relativa agli algoritmi si concentra sulla loro genesi e su come siano eventualmente possibili strategie di azione per co-determinarne il costante processo di adattamento operato dalle piattaforme digitali che li generano. Da un lato, è infatti possibile manipolarli e da un certo punto di vista “raggirarli” dal basso, dall’altro il dibattito scientifico si sta ancora interrogando sui potenziali effetti e fattibilità di una regolamentazione legislativa di soggetti privati come Facebook e Google ad opera di governi nazionali o istituzioni sovranazionali. Inoltre, non sono così rari i casi in cui queste aziende stiano oggi decidendo di adattare i propri prodotti alle singole realtà nazionali, operando di fatto una “glocalizzazione” dei loro algoritmi, si veda ad esempio la recentissima decisione di Facebook di penalizzare i contenuti a favore del suprematismo bianco pubblicati dai suoi utenti[1]. Scelte che non sono dunque neutrali, bensì a tutti gli effetti di natura politica, mettendo quindi in discussione l’idea della neutralità molto spesso asserita dai giganti del web. Tutte considerazioni che lasciano dunque aperti moltissimi interrogativi di ricerca, come ad esempio i seguenti: qual è la linea politica di piattaforme digitali come Facebook e Google? Ne hanno una? Se sì, come individuarla? È poi possibile intervenire a riguardo? Vista la loro situazione di sostanziale monopolio, devono quindi essere regolamentate? Se sì, come e a che livello? Tutti interrogativi che rappresentano un ulteriore pregio del libro di Giacomini, ossia un testo che, oltre ad affrontare e rispondere a molteplici domande di ricerca, ne fa sorgere in automatico molte altre, aprendo quindi il lettore verso altri percorsi analitici.

Nel quarto capitolo, il ragionamento di Giacomini si incentra poi sul concetto di “paradosso del pluralismo”, ossia il fatto che da un lato «i media aumentano la possibilità di esprimere la propria voce (in termini quantitativi), ma al tempo stesso sembrano aumentare anche la distanza fra queste voci, mettendo in difficoltà il raggiungimento delle finalità di un sistema politico pluralista (in termini qualitativi)» (p. 156). Insomma, «i cittadini tendono a scegliere le informazioni che già desiderano e si sottraggono alla pluralità di ‘voci’ che invece costituisce l’essenza della sfera pubblica tradizionale» (p. 123), dando così vita ai fenomeni di echo chamber e filter bubble già ampiamente studiati dalla letteratura scientifica (Del Vicario et al. 2016). Quello che si realizza sarebbe dunque un sistema caratterizzato da un “non-dialogo tra sordi” o, come riporta Giacomini, il fenomeno dell’incastellamento, un concetto che richiama quelle organizzazioni del territorio e del paesaggio che consistevano «in una moltitudine di castelli o di villaggi fortificati attorno a cui vivevano piccole comunità abbastanza chiuse e compatte, che avevano scarsi rapporti con l’esterno» (p. 138)”.

Applicando il suo approccio multidisciplinare e multicausale, la spiegazione del fenomeno del paradosso del pluralismo è poi affrontata prendendo in considerazione vari livelli analitici. In primis, Giacomini si concentra sui principali problemi e criticità di internet, ossia «l’ingovernabilità della rete, le posizioni dominanti di alcuni motori di ricerca, il digital divide e il conseguente analfabetismo informatico» (p. 123). Nell’affrontare l’effetto delle variabili psicologiche, Giacomini attinge a quella letteratura che sta investigando con particolare attenzione alcuni tipi di euristiche (Del Vicario et al. 2016), come quella della conferma (confirmation bias), secondo la quale nel ricercare le informazioni, i cittadini «tendono a considerare quelle che confermano le proprie credenze e convinzioni precedenti» (p. 124). Infine, l’autore di Potere Digitale porta il lettore a riflettere sull’effetto interveniente della adesione omofilica nelle cerchie di discussione, ossia quel fenomeno per il quale i cittadini tendono ad interagire con quanti condividono posizioni simili alle loro, portando poi alla presenza dei relativi “effetto gregge”, cascate informative causate dalla loro “pigrizia cognitiva”, fino alla concretizzazione di nuove forme di auto-sorveglianza e auto-censura (Foucault 1975).

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[1] https://www.wired.com/story/facebook-ban-white-nationalism-separatism-hate-speech/


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Classe 1986. Assegnista di ricerca in Comunicazione Politica. Dottore di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore. I suoi principali interessi di ricerca sono nel campo della comunicazione politica e del comportamento elettorale, in particolar modo in ottica comparata.

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